Un inaspettato aiuto alle famiglie

redazione

A scuola da mamma e papà

di Piero Del Bene

Ha dell’incredibile (in senso positivo) un emendamento inserito tra le pieghe del cosiddetto “Decreto scuola”, approvato dopo una seduta fiume dal Parlamento. Per comprendere bene, è il caso di fare una piccola premessa. In Italia è costituzionalmente obbligatoria l’istruzione di ogni cittadino. Il fine dell’istruzione può essere perseguito in modi diversi. Essa può essere conseguita frequentando le scuole gestite dallo Stato (erroneamente definite “statali”) e quelle gestite da privati. Tutte, è bene ricordarlo, lavorano per lo Stato, cambia solo la gestione. Esiste anche una terza via che si sta diffondendo in alcune regioni italiane e anche in Campania: la cosiddetta scuola parentale. Si tratta della scelta operata da alcune famiglie che consiste nel seguire direttamente la formazione dei propri figli. Da ciò segue il nome. Si tratta di una scuola fatta dagli stessi genitori. Alla fine di ogni periodo scolastico, un esame sostenuto presso le strutture gestite dallo Stato segnerà il passaggio all’anno successivo. È molto diffusa negli Stati uniti e da lì sta arrivando in Italia, dove però, gli esempi di strutture simili si possono far risalire alla scuola di Barbiana di don Milani. È scelta particolarmente dalle famiglie che vogliono dare un certo taglio alla crescita del proprio figlio per il quale desiderano che non sia esposto ad alcune idee che sempre più spesso circolano nelle scuole, come la teoria del Gender. Non è alla portata di tutti i genitori ovviamente, ma alcune famiglie si stanno associando sul modello dell’esperienza di Nomadelfia, una comunità di famiglie che vivono in uno stesso luogo mettendo in comune i propri talenti. Coloro che sanno insegnare lo fanno ai figli “della fraternità”. Sembra una cosa molto lontana dalla realtà, ma non lo è così tanto. L’educazione parentale (in inglese homeschooling) è riconosciuta come un diritto ma anche un dovere previsto dalla legge in modo molto esplicito. L’Art. 30 della Costituzione Italiana riconosce questo diritto: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”. Le scuole esistono nel caso d’incapacità dei genitori: da meditare. I costituenti hanno voluto affidare ai genitori il diritto e dovere di provvedere all’istruzione ed educazione dei figli e solo in caso di “incapacità” possono delegare allo Stato che a quel punto provvede, sostituendosi a loro. Sorprendente. Ancora più sorprendente è quanto accaduto in questi giorni di pandemia. Con l’approvazione del Decreto Scuola è passato anche un emendamento per consentire agli studenti che devono sostenere la Maturità di poterlo fare secondo la modalità del colloquio orale come accadrà per gli altri studenti d’Italia delle scuole pubbliche, statali e paritarie. L’emendamento va a inserire nelle modalità di esecuzione della Maturità anche l’estensione: «per i candidati provenienti da percorsi di istruzione parentale». Senza farci illusioni, prendiamo atto di questo riconoscimento.

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