Un’impresa eroica

redazione

Quella delle famiglie e quella di chi perora la loro causa

di Piero Del Bene

«La tecnica ci propone di contenere il rischio e invece la vita è il rischio. Dobbiamo scommettere che vale la pena fare questo passo non garantito e metterci in cammino senza già sapere dove arriviamo: è il modo per rendere la vita un’avventura e non semplicemente un ripetere degli schemi già consolidati». Questa citazione serve ad introdurre la professoressa Chiara Giaccardi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica di Milano. Ha scritto a quattro mani con il professor Mauro Magatti, sociologo ed economista anche lui della Cattolica, un libro dal titolo: “La scommessa cattolica. C’è ancora un nesso tra il destino delle nostre società e la religione cristiana?”.Ha fatto discutere un loro editoriale apparso su Avvenire a pochi giorni dall’inizio della Fase 2 della pandemia che stiamo attraversando. In tale articolo i due studiosi affrontavano la situazione della famiglia in Italia e le prospettive che abbiamo dinanzi ai nostri passi. Tra l’altro, in esso scrivevano: “L’Italia ha accumulato un enorme ritardo in tema di famiglia. Abbiamo un profilo demografico insostenibile. Molti anziani, pochi bambini. Metter su famiglia nel nostro Paese rimane un’impresa che ha dell’eroico”. Ci ha colpito la considerazione che segue: “Nelle scorse settimane, di fronte all’emergenza, la famiglia ha svolto un lavoro enorme: è stata scuola, ufficio, chiesa, ristorante, ma soprattutto alleanza tra generi e generazioni, luogo di custodia degli affetti e delle speranze. Non sempre è stato facile gestire in pochi metri quadri la vita insieme. In alcuni casi è scoppiata la violenza. Ma nella stragrande maggioranza dei casi ci si è aiutati, sopportati. Famiglia risorsa e non problema, dunque”. È esperienza di ogni lettore: non c’è dubbio della veridicità di queste considerazioni. Il motivo dell’articolo nasceva da un’altra considerazione: “Ma adesso che siamo alle soglie della Fase 2 – scrivevano – la famiglia rischia di tornare a essere un fantasma”. Il rischio, effettivamente, c’è. Le associazioni familiari, il Forum che le rappresenta, stanno cercando di far presente queste evidenze. Ci sarà ascolto? O meglio, ci sarà possibilità di ascolto? I conti da far quadrare permetteranno l’accoglienza di queste richieste che vengono da chi ha tenuto su la Nazione? I due ricercatori continuano con un appello al capo del Governo: “Davanti al futuro incerto, dica alle nuove generazioni: non abbiate paura, l’intera comunità nazionale è con voi quando correte l’avventura della vita…Le famiglie hanno sostenuto l’Italia nell’emergenza, sono state vere scuole di resilienza. Ripartiamo da qui, perché le famiglie riconosciute e sostenute sosterranno l’Italia”. È evidente. È semplice. Sarà possibile?

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