Il bello e il giusto

redazione

Sulla tutela del patrimonio culturale e la sua fragilità (di Tiziana Zanetti- ed. San Paolo)

Riflessioni di Maria Merola

Il patrimonio culturale può davvero rappresentare uno strumento potente di rigenerazione dello sguardo, delle emozioni, e, di conseguenza, delle azioni” 

«Per rispettare un’opera d’arte bisogna innanzitutto “vederla”, riconoscerla come tale, attribuirle un valore materiale e simbolico importante per sé e per la propria comunità. La sfida dell’educazione al e attraverso il patrimonio è proprio quella di portare avanti una progettualità educativa che aiuti i giovani a saper riconoscere e prendere le distanze dalla spettacolarizzazione, dalla banalizzazione…»

Questi, a mio avviso, i passaggi chiave del testo che aprono un’ampia riflessione sul pensare oggi all’arte, alla cultura in genere, vista anche con gli occhi della fede. Tema caro a noi cristiani è educare…inculturando la fede di vita quotidiana fatta di centro e periferie, dove spesso la marginalità delle periferie riflette la marginalità delle persone che abitano all’interno della società. Che possiamo fare per trasformare il degrado in decoro? Rieducandoci all’arte, al bello e al giusto. Il patrimonio culturale è uno strumento per rigenerare lo sguardo, le emozioni, e di conseguenza le azioni…è uno connubio di sensi che vede l’intero corpo coinvolto nella fruizione dell’arte. L’arte si percepisce con gli occhi, ma anche col cuore…l’arte si percepisce con l’olfatto, il gusto, l’udito, con tutta l’interezza del corpo. Educare al mondo dell’arte è educare all’incontro con la bellezza che riconduce a Dio.

Il testo è presentato con un’ampia trattazione del diritto e antropologia. Temi che si confrontano sul patrimonio culturale e la sua tutela. L’attenzione è posta in modo particolare su alcune situazioni di fragilità che coinvolgono l’individuo, la società, il nostro tempo. Tra gli innumerevoli casi di fragilità, quelli che riguardano i luoghi che abitiamo con le nostre città, le nostre periferie, dimostrano quanto sia difficile difendere il bello e il giusto, elementi in rapporto strettissimo, come se dall’uno dipendesse l’altro. Nasce, nel qui e ora, le occasioni per cambiare e migliorare lo sguardo sul mondo. Scorrono sottotraccia, in tutto il volume, le domande: cos’è l’arte (oggi)? e la bellezza? La bellezza dell’arte sta, infatti, nel suo sguardo diverso sulle cose e sulle persone. E’ speranza di un futuro migliore. Il “prendersi cura” diventa occasione preziosa e esperienza concreta di fare qualcosa di buono per sé e per gli altri.   Educare all’arte si trasforma in esperienza di incontro con la vita che riconduce alla Vita vera.  

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