Si avvicina la Settimana Laudato Sì 2020

redazione

Breve intervista a Don Bruno Bignami

In foto don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale Problemi Sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana
di Giuseppe Simeone

La vera sfida è guardare al futuro applicando nuovi modelli

É’ tutto pronto per celebrare il quinto anniversario della pubblicazione dell’Enciclica Laudato Sì. Questo tempo difficile che tutto il mondo sta vivendo ha imposto la rimodulazione di tutti gli incontri e gli eventi. Nessun incontro fisico, ma persone dislocate in luoghi differenti con seminari condotti sul web e utilizzo dei social network. Un’unica famiglia cattolica che si riunisce per riflettere e pregare su come costruire un mondo migliore. Dal 16 al 23 maggio sono stai organizzati eventi formativi e seminari online mentre il 24 maggio a mezzogiorno, ora locale, è previsto un momento di preghiera creando un’ondata globale in tutto il mondo. L’Ufficio Nazionale problemi sociali e il lavoro della CEI è il partner principale di questa iniziativa mondiale. Abbiamo sentito il Direttore Don Bruno Bignami al quale abbiamo fatto qualche domanda.

Don Bruno partiamo dalle parole di Papa Francesco: “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”. Quanto è importante ripartire dai bambini e in generale dalla formazione e dalle scuole?

Direi che è importante ripartire dalle famiglie e dalle scuole. L’educazione sicuramente permette di preparare i presupposti perché ci sia una società dove le persone siano responsabilizzate e dove ci siano opportunità di lavoro e di condivisione sociale. L’esperienza della famiglia è ancora più fondamentale in questo momento perché rappresenta il punto di convergenza tra le diverse generazioni.

A quali sfide è chiamato il mondo del lavoro anche alla luce di questa nuovo periodo che inizierà dopo l’emergenza Covid-19?

La sfida vera è quella di riuscire a guardare al futuro con prospettiva di investimento soprattutto su nuovi modelli e nuove opportunità di lavoro. Per questo i finanziamenti che verranno dati dallo Stato e dall’Europa devono poter aver una direzione e non cadere semplicemente a pioggia su tutti.

Come deve essere il lavoro in un’economia sostenibile secondo lei?

In una economia sostenibile il lavoro deve poter tenere insieme l’aspetto produttivo ed economico con quello sociale-ambientale ed oggi, dopo l’esperienza Covid-19, quello sanitario. C’è bisogno di un lavoro dove la persona sia al centro e che sia offerta alla persona la possibilità di aver cura dell’ambiente e delle relazioni sociali.

La ChallengeCelebriamo il Creato

L’idea è quella di invadere i social network con immagini che celebrino la bellezza del Creato e della Casa Comune soprattutto in questo tempo in cui non ci è stato possibile viverla appieno.

-Condividi sui tuoi social una fotografia che rappresenti un luogo a te caro del tuo territorio, che ti ispiri bellezza e desiderio di celebrare il Creato;

-Condividi il post con l’hashtag #LaudatoSi5 e una didascalia;

-Tagga almeno tre amici per permettere alla Challenge di andare avanti raggiungendo proprio tutti;

– Se da Animatore di Comunità condividi il post dalla pagina Facebook del tuo Progetto Policoro diocesano, ricordati di taggare un’altra diocesi a tua scelta, così da coprire pian piano tutto il territorio nazionale.

Calendario delle attività

La testimonianza di Domenico Russo, animatore di comunità II anno

Un impegno avvertito come una piccola chiamata

Cominciando a vivere la parrocchia, passando per le attività di Pastorale Giovanile prima e l’Ufficio di Pastorale per i problemi sociali e il lavoro dopo, mi sono ritrovato ad essere il nuovo animatore di comunità per la nostra diocesi. Suonava come qualcosa di davvero importante e affrontare un nuovo impegno non era certo nei miei programmi ma non ho potuto fare a meno di sentirlo come una piccola chiamata e quindi rispondere “eccomi!”. Non avrei potuto dare risposta migliore. Mi sono ritrovato catapultato in un mondo dove giovani di tutta la Penisola si incontrano, si scambiano idee e portano la propria esperienza e creano rete. Il grande obiettivo del Progetto Policoro è quello di provare a dare una risposta concreta alla disoccupazione giovanile in Italia ed è promosso dalla sinergia di Pastorale Giovanile, Caritas e l’Ufficio di Pastorale Sociale e il Lavoro. Una risposta tanto complessa quanto articolata sul territorio, soprattutto a sud del Paese, dove vengono proposte anche iniziative di formazione a una nuova cultura del lavoro che metta l’uomo e la sua dignità al centro. È stato questo il primo passo che abbiamo voluto compiere nel progetto diocesano mettendo in rete, e facendo conoscere, un nuovo paradigma economico ai giovani locali. A Capua siamo andati a conoscere gli studenti delle scuole superiori “S. Pizzi” e “L. Garofano” nonché quelli della Facoltà di Economia. Prima dell’emergenza Covid-19 abbiamo incontrato i gruppi giovanili di due parrocchie e contiamo di recuperare, appena possibile, con altre realtà diocesane.

La testimonianza di Pierluigi Di Lillo, animatore senior del Progetto Policoro

Non si smette mai di abbracciare lo stile Policoro

Policoro è uno stile di vita! Ci siamo lasciati così nella nostra ultima formazione nazionale alla fine dei tre anni in cui si riceve la preparazione per vivere la vita con questo stile. Anni di formazione in cui si incontrano ragazzi provenienti da ogni Diocesi d’Italia, tutti con lo stesso scopo: mettere in gioco se stessi per aiutare gli altri. Sono stati tre anni pieni e intensi, iniziando dal primo in cui si viene catapultati in un mondo nuovo. Visi nuovi, esperienze nuove, vita nuova, le prime formazioni danno quella carica per vivere il progetto pienamente. Si viene insigniti del titolo di animatore di comunità e che animatori saremmo se non mettessimo l’anima in ciò che facciamo? Poi ci si ritrova al secondo anno, vivendo appieno lo stile del Progetto. Si fa tesoro delle esperienze di chi c’è stato prima così da poter posare un mattone in più per chi verrà dopo di noi. Arrivando al terzo anno si ha la responsabilità di guidare chi ci seguirà e di trasmettere quello che il Progetto Policoro ha seminato in noi. Ma il Policoro non finisce perchè come ho detto è uno stile di vita. Alla fine dei tre anni termina la formazione ma non la voglia di fare e così ti ritrovi a continuare a camminare affianco del tuo primo anno. Vivere ancora appieno la vita diocesana e le sue mille iniziative sempre con lo stesso stile. Facciamo tesoro delle mille esperienze vissute grazie al Progetto e cerchiamo di restituire il più possibile quanto ricevuto, facendo del nostro meglio come animatori senior ma non  in pensione.

In Rete facendo Rete

Alcuni incontri e relatori della Settimana Laudato Sì 2020

16-17 MAGGIO con Tomás Insua.

Tomás ha co-fondato il GCCM dopo essersi reso conto dalle strette connessioni tra la crisi climatica e la giustizia sociale durante un viaggio nelle Filippine dopo il tifone Haiyan (Yolanda), che ha cambiato la sua vita. Tomás ha anche lavorato presso il Segretariato delle Nazioni Unite per il Clima per la COP21, è stato marketeer per Google e borsista Fulbright presso la Kennedy School di Harvard.

18 MAGGIO con Christiana Figueres e P. Augusto Zampini- Davies

Christiana Figueres è Segretario Esecutivo della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite. È stata un architetto dell’Accordo sul Clima di Parigi e ha continuato la sua leadership nel Movimento mondiale per il clima.

P. Augusto Zampini-Davies è segretario aggiunto del Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, coadiuva l’operato del Vaticano sulla Laudato sì. È stato Consigliere teologico di CAFOD ed è socio onorario delle Università di Durham, Roehampton e Stellenbosch.

19 MAGGIO con Mary Evelyn Tucker

Mary Evelyn Tucker ha co-fondato e guida il Forum di Yale su religione ed ecologia, “informa e ispira le persone a preservare, proteggere e ripristinare la comunità terrestre”. È anche docente senior e studiosa di ricerca nel Programma congiunto Masters of Arts dell’Università in religione ed ecologia.

20 MAGGIO con Yeb Saño

Yeb Saño è stato il principale negoziatore sul clima per le Filippine dopo il tifone Haiyan (Yolanda), un disastro legato al cambiamento climatico che ha ucciso migliaia di persone. L’accorata supplica di Yeb di proteggere il suo popolo ha scosso i negoziati sul clima della COP19. Da allora, Yeb ha marciato per migliaia di chilometri in pellegrinaggi per il clima e ha assunto la leadership come direttore esecutivo di Greenpeace nel sud-est asiatico. È membro del direttivo del GCCM

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