Una “rete” tra le reti

redazione

Una “rete” tra le reti

di Enrico Monaco

E se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo per essere arso, e non avessi la carità, non mi gioverebbe a nulla” (1Cor, 13). In questo buio della pandemia ognuno di noi, ciascuno a suo modo e misura, sente prepotente il desiderio di farsi prossimo con coloro che sono toccati dal Covid-19 nella salute o nella condizione economica, per condividere con gli altri quanto possediamo, affinché ciò che possediamo diventi il tramite con cui il Signore rende manifesta la sua Provvidenza nella vita del bisognoso. Questo desiderio si è reso concreto negli innumerevoli gesti di solidarietà che si susseguono nel silenzio delle quotidianità ferite. È un amore di donazione fiorito nelle forme più diverse, che si contrappone a quella parte di umanità imbruttita da egoismi e avidità e che riscatta, in tal modo, la natura originaria della creatura: amare come Dio ci ha amati, gratuitamente. E il termine religioso per dire questo amore di donazione è carità. La carità non esclude nessuno, abbraccia tutti, persino il nemico. È la sola cosa che resta quando le menzogne del mondo crollano. Persino quando la fede e la speranza vacillano, la carità rimane. È profumo della presenza di Dio in chi si fa promotore di gesti di carità e in chi la riceve, perché “Dio è carità”, come ci ricorda San Giovanni nella sua Prima Lettera, “e chi rimane nella carità, rimane in Dio e Dio in lui”. Numerose sono state le iniziative di solidarietà che in questo tempo particolare sono state intraprese e che hanno prodotto significativi effetti nella gestione della diffusione del Covid-19. Anche l’Azione Cattolica della Diocesi di Capua ha voluto prestare un contributo concreto nel combattere l’emergenza epidemiologica. I dati allarmanti riportati quotidianamente dalle fonti scientifiche nazionali hanno da subito evidenziato l’insufficienza delle terapie intensive e dei relativi strumenti preposti alla cura dei pazienti affetti dal virus. La situazione di estrema emergenza ha dunque interrogato l’AC diocesana sulla tipologia di contributo da offrire. Con deliberazione n. 363 del 03 aprile 2020 del Commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta è stata accettata la donazione di un ventilatore polmonare da parte dell’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Capua. La donazione è stata destinata alla Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera. L’iniziativa di solidarietà è stata possibile grazie alle donazioni di soci e non soci: la rapidità della proposta della Presidenza diocesana e della realizzazione della donazione ha sottolineato il desiderio dei donanti di offrire concretamente il proprio contributo. Preziosa è stata la collaborazione con la ditta Eubios s.r.l., specializzata in ossigenoterapia, ventiloterapia e assistenza domiciliare, che ha fornito il ventilatore polmonare. La società si è pertanto impegnata per le operazioni di imballo e trasporto, consegna, collaudo e assistenza tecnica del ventilatore polmonare. Esso si sostituisce, totalmente o parzialmente, alle funzioni meccaniche del sistema respiratorio, quando questo diviene incapace di assolvere da solo al proprio compito a causa di traumi, difetti congeniti, farmaci o malattie polmonari, come quelle causate dal Covid-19. Fin dalla sua installazione, avvenuta in data 08 aprile 2020, il ventilatore è stato di ausilio per un paziente che era stato da poco ricoverato per difficoltà respiratorie causate dal virus. L’emergenza del tempo attuale ha decisamente scosso le coscienze, catapultando ciascuno fuori dal proprio “io”. Nessuno è esente dal rischio del contagio, nessuno è esente dall’essere un pericolo per le persone che incontra. Le reti virtuali hanno dunque favorito la creazione di una rete di solidarietà, spinta dal desiderio di contribuire a salvare una vita.

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