Quando il virtuale dà calore

redazione

Per l’ACR “È la casa giusta”

di Maria Gaudiano e Giovanni Reccia

Cambiano le modalità, si utilizzano gli strumenti tecnologici per dare continuità alle relazioni e per accorciare le distanze. In tale prospettiva il cammino formativo per gli ACRini continua, regalando frutti inaspettati e sorprendenti. L’equipe ACR diocesana, infatti, pur in assenza degli ordinari incontri parrocchiali, propone ai propri piccoli soci una serie di attività da svolgere all’interno del proprio nucleo familiare e che possono essere condivise sui social: Instagram (acr_diocesicapua) e Facebook (Azione Cattolica Arcidiocesi di Capua). Sulla base del tema dell’anno individuato dal centro nazionale ACR, il progetto diocesano “È la casa giusta” ha lo scopo di far sentire i ragazzi parte di una famiglia più grande, quella dell’AC, e di riviverne la bellezza all’interno della propria casa. Con cadenza regolare l’equipe ACR condivide sui profili social diocesani alcune attività, che coinvolgono i ragazzi con le proprie famiglie. Il progetto sta tessendo le reti relazionali da ormai tre settimane: in occasione del primo appuntamento gli ACRini sono stati impegnati nella composizione di una filastrocca che avesse come protagonista il virus; per la seconda tappa sono stati invitati a creare dei video per spiegare come stanno trascorrendo i giorni dentro casa; per la terza invece è stato loro proposto di abbinare ad una foto ricordo una canzone, scegliendo liberamente il momento di vita da condividere. La proposta e la risposta alle attività iniziali hanno fatto emergere che i ragazzi stanno riscoprendo che stare a casa e condividere le piccole cose della giornata non è poi così male. Dalle loro parole e dalla condivisione fatta è infatti emersa la speranza che tutto andrà bene. Tra le tante filastrocche, oltre a quelle allegate, particolarmente suggestiva è quella di Barbara, ACRina della parrocchia San Michele Arcangelo in Curti: “Stavo guardando dalla mia finestra, da sinistra a destra. Come vorrei essere là fuori, sui campi ornati da fiori. Ma comunque ci riposiamo, il tempo perso riprendiamo. A questa situazione si rimedierà in un baleno e uscirà un grande arcobaleno”. Altrettanto particolare è quella delle sorelline Alessandra e Ilaria della parrocchia San Giuseppe in Capua: “Tu sei un virus letale e puoi essere mortale. Tu sei nato in Cina e verrai distrutto dalla medicina. C’è un virus nel mio paese e resteremo a casa più di un mese. Perfino a messa non si può andare e non si può neanche festeggiare. Ci vediamo solo da uno schermo e quando tutto finirà ci abbracceremo. Purtroppo non si può uscire e tutti stiamo per impazzire. Coronavirus ti distruggeremo e con te mai più ci rivedremo. Se tutto andrà bene, nessuno ti potrà più temere”. L’attività di condivisione dei video ha inoltre regalato contenuti capaci di dare calore anche on line: i fratellini Francesco e Lorenzo della parrocchia Santa Croce e San Prisco in San Prisco parlano entusiasti della scoperta del gioco “Uno”, spiegando come lo stare intorno ad un tavolo e giocare con mamma e papà è tutt’altro che noioso, anzi può regalare un sorriso e creare armonia. Manuel della parrocchia Santa Maria di Costantinopoli in San Prisco descrive invece la sua passione per il disegno, che sta riscoprendo stando a casa. Di settimana in settimana la risposta dei bambini e dei ragazzi di ogni AC parrocchiale diventa sempre più importante. C’è chi ritiene che lo schermo e la cam possano filtrare la realtà, quasi distorcendone la prospettiva. Offrire invece un appuntamento settimanale, sulla base della proposta formativa dell’ACR, vuol contribuire a tessere quella rete di relazioni che, nella vita quotidiana, si nutre del contatto fisico e che costituisce l’essenza dell’associazione. L’attesa del lancio delle attività, lo sforzo di ingegnarsi per rispondere con creatività e la voglia di partecipare sono gli ingredienti giusti per dare sapore a giornate che spesso sembrano avere tutte lo stesso ritmo e gli stessi tempi. La sorpresa è invece inaspettata. Con poco e partendo dalle cose ordinarie, si scopre una novità alla quale non si era abituati. In questa novità ampio spazio è occupato dai rapporti umani, che sono rinvigoriti sia dentro casa che fuori. Si scopre infatti anche una nuova modalità di relazionarsi che, lungi dall’essere fredda e sterile, dà quello stesso calore di cui in questo momento ciascuno è privo. Il progetto costituisce altresì un’importante occasione per l’equipe diocesana per costruire relazioni al suo interno: solo da un mese infatti è stata celebrata l’Assemblea Diocesana elettiva e, soprattutto nella fase iniziale di progettualità, la possibilità di potersi confrontare, seppur virtualmente, garantisce una continuità nei rapporti che in questo modo si alimentano. La proposta settimanale del progetto “È la casa giusta” è condivisibile sulle pagine Istagram e Facebook, da cui poter scaricare il materiale postato. L’obiettivo è certamente quello di stare vicini ai bambini che si ritrovano senza scuola, senza amici, senza parco gioco e soprattutto senza ACR, al fine di spronare la loro fantastica immaginazione, il loro entusiasmo e le loro energie.

203
Next Post

IL VANGELO DIPINTO - Ingresso a Gerusalemme (domenica delle Palme)

di don Francesco Duonnolo É un episodio narrato da tutte e quattro i vangeli, con delle piccole varianti, come ad esempio è solo Giovanni che parla di palme, (iconograficamente così troviamo a S. Angelo in Formis), gli altri solo di rami. (Mt 21, 1 – 11; Mc 11, 1 – 11; Lc 19, 28 – 44; Gv 12, 12 – 19.) Tema abbastanza comune nell’iconografia cristiana sin dal IV secolo, come sulla facciata del Duomo di Orvieto, o quella sul sarcofago di Giunio del 359 circa, che si trova nelle Grotte della città del Vaticano.  Rappresentazione ricca di elementi; l’asino […]