La fede al tempo della cattività domestica

redazione

Pratiche di fede per la famiglia

di Assunta Scialdone

D’improvviso la vita di ognuno di noi è cambiata a causa di un nemico invisibile. Siamo da giorni, ormai, tutti rinchiusi nelle proprie abitazioni per fare in modo che la diffusione virale si arresti nel più breve tempo possibile. A noi, popolo del Sud, dal carattere molto espansivo, che amiamo esprimere il nostro affetto non solo con le parole, ma, soprattutto, attraverso il contatto fisico, viene chiesto di non avere più questo genere di relazione. Il fatto ancora più doloroso sta nel dover vivere il digiuno eucaristico. Di fronte a questa così grande sofferenza, accolta per obbedienza, con un gruppo di famiglie è nata l’idea di organizzare una staffetta di preghiera h 24. Ogni famiglia, quotidianamente, ha scelto un’ora da dedicare alla preghiera. Circa trenta famiglie aderiscono a quest’iniziativa, che ha lo scopo di innalzare una lode perenne a Dio ed offrire la sofferenza del digiuno eucaristico in segno di purificazione.

Anche nelle ore notturne. Si è iniziata a sperimentare un’amicizia molto più profonda: quella spirituale. Non contenti di ciò, con un gruppo di nove giovani famiglie ci si vede via skype per la recita del S. Rosario e la condivisione delle gioie e delle ansie legate al tempo di prova che stiamo vivendo. Un effetto strano, va detto, ma bello. Assieme a queste giovani famiglie partecipiamo, via facebook, agli incontri sulla Parola tenuti tutti i lunedì da un sacerdote che ci accompagna cercando di custodire le famiglie. È una vera oasi presso la quale ci viene offerto come un “sorso d’acqua viva”, per dirla col Vangelo della Samaritana appena proclamato, per poter fronteggiare la situazione alla luce di Cristo. Ci è stato tolto il “farmaco d’Immortalità”, ma abbiamo la sua Parola e ad essa dobbiamo restare ancorati per trovare la forza di vincere il male. Oltre a tutto ciò, sempre con le famiglie, cerchiamo di vivere delle vere e proprie liturgie domestiche. Si inizia dalla mattina con le lodi, l’atto di affidamento a Maria, la lettura della Parola del giorno con il rispettivo commento, la coroncina alla divina Misericordia nel pomeriggio, il Santo Rosario con la comunione spirituale. A casa nostra, venerdì, abbiamo pregato la Via Crucis, nel salone di casa, vera e propria chiesa domestica, è il caso di dirlo. Questa pratica ci riporta al tempo della Quaresima, creando un clima di unità e di serenità perché in mezzo a noi scende Cristo. La cosa colpisce soprattutto la piccola di casa abituata a vivere tale pratica insieme alla comunità: viverla in casa contribuisce a conferire a questo esercizio spirituale un significato più profondo, intimo. È come se ci fosse meno devozione e più adesione. Anche questo è un effetto del Covid-19. Quando tutto sarà passato, dovremo essere bravi a non far passare questi momenti di vita di fede.

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