Il piacere di #restareacasa

redazione

L’AC on line

a cura del Consiglio Diocesano

L’attuale emergenza sanitaria sta colpendo l’Italia intera in particolare, estendendosi purtroppo anche oltre i confini nazionali. Inevitabilmente la vita dell’Azione Cattolica risente della situazione che stiamo attraversando. La prima rassicurazione che il Consiglio Diocesano intende fare a tutti i soci e agli amici dell’Azione Cattolica è che la vita associativa non si è fermata, non si ferma e non si fermerà. È chiaro che non è possibile condurre le attività ordinarie con le modalità e le tempistiche abituali. L’associazione è tuttavia presente con creatività e dedizione e le tante esperienze attivate in questi giorni ce ne danno conferma. In tale prospettiva, quale “antidoto” per affrontare tutto ciò, è essenziale mantenere vivi e fecondi i rapporti umani, anche se a distanza: con le telefonate e i messaggi, il pensiero reciproco e la preghiera. Fondamentale è dare un segno di vicinanza in particolare a chi è più solo, come gli anziani e i malati. La vita associativa prosegue anche con la condivisione della celebrazione eucaristica e dei momenti di preghiera tramite i canali multimediali. Tutti i sacerdoti della nostra Diocesi si sono attivati per garantire ai fedeli momenti quotidiani di preghiera e di celebrazione eucaristica: Facebook, Instagram, Youtube si rivelano importantissimi strumenti di comunicazione, di diffusione di esperienze e di iniezione di speranza. Le “dirette” costituiscono fondamentali opportunità di condivisione live e di comunione. Le realtà ecclesiali a loro volta non si sono fermate ma hanno ri-condiviso queste esperienze, scoprendo una comunione feconda e confortante e giungendo in ogni casa e in ogni famiglia. Tutto ciò tuttavia non va letto come occasione per ingannare il tempo. La vita associativa prosegue infatti anche nella formazione: i soci possono scambiarsi materiali per proseguire il percorso ordinario, condividere letture e spunti di riflessione culturale. Ringraziamo di cuore i tanti educatori che da subito si sono prodigati per mantenere lo spirito di comunità che anima i loro gruppi. Il Consiglio Diocesano si è dunque attivato per offrire ai propri soci attività e materiale con cui poter proseguire il cammino formativo, seppur in modo virtuale. L’equipe ACR propone ai ragazzi diverse attività da svolgere all’interno del proprio nucleo familiare, che potranno essere condivise sui social Instagram e Facebook. Sulla scia della tematica annuale “E’ la città giusta!”, il progetto prende il nome di “È LA CASA GIUSTA”.  Lo scopo è far sentire i ragazzi parte di una famiglia più grande, quella dell’AC, e farne rivivere la bellezza all’interno della propria casa, sforzandosi il più possibile di accorciare le distanze con un utilizzo consapevole e responsabile dei social. I lavori dei ragazzi verranno poi condivisi sulle pagine social, non tanto per avere riscontro di quanto proposto dall’Articolazione diocesana ma per mantenere vivi i rapporti, pur filtrati da un pc. Anche il Settore Giovani, ritenendolo fondamentale stare a distanza, ha creato un nuovo canale social per favorire l’unione tra tutti i soci giovani. Ciò si inserisce all’interno del programma unitario, stilato per garantire un pieno coinvolgimento da parte di tutti gli associati, i quali potranno interagire tra loro attraverso delle sfide. La domenica è il giorno dedicato alla Parola: con l’aiuto degli Assistenti diocesani, don John, don Enzo, don Vincenzo e don Pietro è stato creato uno spazio social dedicato alla spiegazione del Vangelo della domenica. #adorostare a casa è il nome scelto dal Settore Giovani per coinvolgere i ragazzi, confrontarsi sul modo in cui si trascorre questo periodo e interagire tra loro con sfide e quiz. L’obiettivo è riscoprire la bellezza dello stare a casa. Il giovedì è il giorno del #timeout, un momento in cui tutto si ferma, ci si unisce nella preghiera e nella riflessione, guidata attraverso immagini, provocazioni e domande. Il Settore Adulti ha il delicato compito di raggiungere soci dalle età più disparate: i giovani-adulti, con i quali è possibile pensare alla prosecuzione virtuale del tradizionale cammino formativo; gli adulti che, con qualche difficoltà possono accedere agli strumenti digitali con l’ausilio dei propri figli e partecipare così alle iniziative associative; le famiglie, già tanto impegnate nella cura dei propri ragazzi, alle quali occorre proporre attività capaci di coinvolgere l’intero nucleo familiare; gli adultissimi, ai quali bisogna essere vicini nelle rispettive particolari condizioni di vita, legate soprattutto all’età, attraverso telefonate e la condivisione di momenti di preghiera. Gli Adulti stanno dunque allestendo il cantiere per progettare quanto occorre ed essere vicini a tutti. L’emergenza sanitaria ha già insegnato tanto. Non sono le agende piene di incontri a fare l’associazione. Ciò che dà forma all’AC è la qualità delle relazioni umane e la capacità di mettersi sempre a servizio della nostra Chiesa e della nostra società. Di stare dentro il nostro tempo, qualunque situazione esso ci chiami a vivere. Viviamo anche questi giorni difficili con speranza: la speranza cristiana per cui sappiamo che il Signore non ci abbandona e anche i momenti più impegnativi possono generare impreviste esperienze di bene. Molti di noi ne hanno prova proprio in questi giorni. Siamo vicini con la preghiera a tutti coloro che in questo momento soffrono perché toccati in prima persona dal contagio: a chi è malato, a chi ha perso i propri cari, a chi ha famigliari e amici ricoverati in ospedali. Un particolare grazie va a chi in questa fase difficile e faticosa sta offrendo il proprio prezioso servizio per il bene comune, con senso di responsabilità e passione. Grazie a tutti i cittadini che si attengono alle disposizioni delle autorità, a tutti i medici e al personale sanitario, alle forze dell’ordine, agli uomini e alle donne delle istituzioni.

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