Ero Carcerato e siete venuti a visitarmi…”

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Casapulla – Parrocchia Sant’Elpidio

DI ANNA DELLA VALLE

Lunedi 24 febbraio 2020, presso le suore Ancelle dell’Immacolata, è stato organizzato un incontro con padre Clemente Basilicata, che ha coinvolto tutti i gruppi parrocchiali: Azione Cattolica, di cui faccio parte, Oratorio, Apostolato della preghiera, catechisti, ecc.

Partendo dal brano del Vangelo di Matteo 25,36, padre Clemente, che oltre ad essere parroco della parrocchia di S. Vitaliano a Santa Maria Capua Vetere è anche cappellano del carcere, ha voluto darci la sua commovente e fiera testimonianza della realtà che vive quotidianamente. Ha iniziato dicendo che, come nel gioco del calcio, la Quaresima è per noi cristiani un tempo supplementare che il Signore ci dà per crescere in santità e prepararci alla Pasqua; infatti quando un giorno ci presenteremo davanti al Signore non ci verrà chiesto a quante Messe o processioni ciascuno di noi ha partecipato; o quanti Rosari abbiamo recitato o ancora quanti fioretti e digiuni abbiamo collezionato, ma che cosa abbiamo fatto per i nostri fratelli in difficoltà.

Padre Clemente ci ha resi partecipi del suo impegno, non facile, in questo luogo di espiazione e di come ogni giorno chiede a Dio la forza di vedere in questi fratelli, non dei carcerati, ma dei figli desiderosi d’amore. Con questo suo approccio “materno”, non chiede, né vuole sapere di quali colpe si sono macchiati, è riuscito a conquistare la fiducia di molti di loro che, spesso, sono completamenti soli o perché le famiglie sono lontane o perché hanno preso le distanze e non vogliono più saperne. L’esperienza del carcere è per Padre Clemente un dare e avere, perché proprio in questo ambiente vive appieno la sua vocazione, attraverso anche le Celebrazioni Eucaristiche a cui i detenuti partecipano rinunciando all’ora d’aria. È quasi impossibile per noi oggi andare a fargli visita, ma si può fare tanto per le loro famiglie e per i loro bisogni primari (vestiario, prodotti per l’igiene intima, ecc); insomma per rendere più dignitosa la vita del carcere.

Questo incontro è stato meraviglioso, ma nello stesso tempo sconvolgente, in quanto ci ha messo davanti una realtà così lontana dal nostro quotidiano; spesso ci chiudiamo nelle nostre sicurezze e non spalanchiamo le porte alle nostre paure. Solo mettendoci in ascolto e dando il nostro contributo; solo se impariamo a non giudicare gli altri, ma ad amare senza aspettarsi riconoscenza… solo così possiamo sentirci veramente cristiani e riconoscere il volto di Dio nel prossimo.

Grazie di cuore padre Clemente per la bellissima testimonianza.

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