Viaggiatori precari

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La Quaresima in famiglia

DI ASSUNTA SCIALDONE

La Quaresima si apre con l’antico rito delle Ceneri accompagnato dalla formula “ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”. Parole, oggi, considerate troppo severe, ma che racchiudono una enorme saggezza, quella che ha sempre accompagnato la Chiesa. Se vivessimo con lo sguardo rivolto alla meta, che consiste nell’incontro con il Signore Risorto, vivremmo con maggiore senso di responsabilità e avremmo la forza di fare scelte anche audaci e persino eroiche. La nostra esistenza non è solo fragile, ma è anche breve. La frase riportata sopra non solo ci svela ciò che saremo, ma ciò che siamo: polvere. Scriveva Charles Pèguy: “Siamo semplici viaggiatori precari, girovaghi eterni, che entriamo nella vita e subito ne usciamo”. Proprio ai “viaggiatori precari”, che entrano nella vita e subito ne escono, Dio ha affidato la Sua Parola eterna e da noi dipende se questa risuoni o meno per le strade della vita. Dipende proprio da noi che siamo polvere e a cui basta pochissimo, un virus, per porre fine all’esistenza. Ciò ci carica di grande responsabilità e c’invita ad uscire dalle nostre effimere certezze e a riempire la nostra vita di cose eterne e veritiere. Una delle tante maestre delle cose eterne è la piccola, ma grande santa della Chiesa, Giacinta Marto. La ricordiamo a cento anni dalla sua nascita al cielo. Il 20 febbraio 1920 moriva, infatti, a soli dieci anni, a causa della pandemia del virus della Spagnola (influenza H1N1), come suo fratello Francesco. Santa Giacinta è una gigante della fede. Dalle Memorie di suor Lucia abbiamo appreso che: «“Mentre Giacinta sembrava preoccupata nell’unico pensiero di convertire i peccatori e salvare le anime dall’Inferno, Francesco sembrava che pensasse solo a consolare Gesù e la Madonna, che aveva contemplato molto tristi”». I due fratelli, Francesco e Giacinta, hanno lo sguardo fisso a Gesù crocifisso. Giacinta, però, tiene un piede anche sulla porta dell’Inferno, perché ciò che vide il 13 luglio del 1917 fu impresso in lei con ferro rovente tanto che non potrà mai dimenticare l’agghiacciante visione dell’inferno. “Se sapessero…” ripeteva sempre la piccola santa, pensando agli uomini dei tempi moderni. “Sapessero che cosa?” “Che gli atti di questa vita terrena hanno una valenza eterna. Questo è il grande problema dell’uomo di oggi: non sapendo più che cosa sta a fare al mondo, cerca affannosamente il senso delle cose, senza mai trovarlo”. “Gesù è diventato un pretesto per parlare d’altro”. Possa questa grande santa risvegliare in noi famiglie la responsabilità dell’educazione alla fede verso i nostri figli, prima forma di carità dei genitori. Possa, invece, insegnare a noi adulti a tenere lo sguardo fisso sulla meta finale: diventare uno con l’Amato, con Dio. Anche in questo consiste la Quaresima.

Four hands of the family, a baby, a daughter, a mother and a father. Concept of unity, support, protection and happiness.
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