Un’icona per il Tempo di Quaresima: la Vergine del Silenzio

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DI ANTONELLO GAUDINO

Tempo di Quaresima e tempo di Silenzio. Ma immersi in una società sempre più rumorosa, “bombardati” da una massa di informazioni, che spesso si contraddicono tra loro, ci sentiamo spaesati e confusi e fatichiamo a fare silenzio, condizione indispensabile per riflettere e fare discernimento sulla nostra vita e su quanto accade nel mondo. Condizione indispensabile per visitare il sacrario di ogni uomo: la coscienza! È quindi sempre più importante ritagliarsi momenti di silenzio, che non si riduce all’assenza di parole, bensì nel disporsi ad ascoltare altre voci: quella del nostro cuore e, soprattutto, la voce dello Spirito Santo.

Il silenzio risponde a un desiderio profondo della nostra interiorità, restituisce il giusto peso e valore alle stesse parole ed è una condizione indispensabile per una relazione più profonda con Gesù. Da qualche tempo, un’icona della Madre di Dio che porta il dito alle labbra con un gesto che invita al silenzio circola ampiamente e suscita interrogativi. Ne suscita soprattutto da quando papa Francesco, nel maggio del 2015, l’ha benedetta e posta all’ingresso principale del Palazzo Apostolico. Dell’icona sorprende il nastro aureo che tradizionalmente orla tutto il manto della Madre di Dio reso con oro bianco, nell’intento di assimilarlo a una strada. È quel nastro che lascia ascoltare ciò che lo Spirito suscita al cuore. La vita dell’uomo nella Bibbia è spesso paragonata a una via, un percorso che si apre davanti a noi passo dopo passo. La via ci è già tracciata dal  Signore, mèta del nostro cammino, ma solo percorrendola si invera per noi, che restiamo

liberi di smarrirci, se scegliamo di abbandonare il sentiero della verità per seguire miraggi illusori. Sulla nostra via la Madre di Dio si fa compagna di cammino e guida sicura. Ci invita a sostare, a considerare bene ogni cosa: il gesto della mano sinistra, autorevole e insieme dolce, evoca una parola che il Signore dice attraverso il profeta Geremia: “Fermatevi nelle strade e guardate, informatevi dei sentieri del passato, dove sta la strada buona, e percorretela: così troverete pace per la vostra vita.”(Ger 6,16) Tale gesto esprime nello stesso tempo una benedizione che ci sospinge oltre: il nastro, partito dalla base della raffigurazione, sale, scende, prosegue invisibilmente, ricompare. La strada buona non è comunque tutta lineare, agevole, scontata: occorre fidarsi, seguire, lasciarsi condurre. Occorrerà salire e ciò comporterà fatica e perseveranza. Risparmiare il fiato. Ma il silenzio, necessario ad ogni autentico cammino di comunione con il Signore, è molto più di un mezzo ascetico. Al culmine del braccio destro della Santa Vergine il nastro si interrompe, il percorso richiede un salto di livello che è indicato dal gesto di Maria: “Poni un sigillo alle tue labbra, custodisci la Parola nelle profondità del cuore, lasciati sorprendere dallo Spirito”, sembra volerci dire amorevolmente la Madre. Dice a ognuno di noi: “Quando non vedi più come proseguire nel cammino, quando ogni opportunità sembra perduta, quando le fatiche affrontate sembrano essere state vane, taci. Lasciati portare oltre dal silenzio, lasciati sollevare dall’amore, senza opporre resistenza, senza frapporre il tumulto dei tuoi pensieri. Allora ritroverai la via da seguire e in essa intravvederai il mio volto, e seguendola irradierai la mia pace”. Come Abramo, come Maria, come i santi che ci hanno preceduto nel cammino della vita, avanziamo nella fede in questo Tempo di Quaresima: certi della felicità che ci attende, grati al Signore che ci ha chiamati per nome riscattandoci dal nonsenso, lieti di offrire al mondo la testimonianza che veramente Dio colma il desiderio del cuore.

“Fermatevi nelle strade e guardate, informatevi dei sentieri del passato, dove sta la strada buona, e percorretela: così troverete pace per la vostra vita.”
(Ger 6,16)

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