Diventiamo Luce per i fratelli

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Omelia di Mons. Visco alla Celebrazione delle Ceneri

26 febbraio 2020 – Basilica Cattedrale

Laceratevi il cuore e non le vesti, proclamava Gioele circa sei secoli prima della venuta di Gesù, e ancora “Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti”. Gli fece eco il libro del profeta Daniele che nel 165 a. C. pregava così: “Signore, a noi la vergogna sul volto… al Signore nostro Dio la misericordia e il perdono” (Cfr Dn 9,8). Come risultano attuali queste parole per noi cristiani di questo secolo, membri del Corpo mistico di Cristo-la Chiesa, che stenta a mantenere le posizioni e viene continuamente esposta all’irrilevanza nella proposta del messaggio evangelico che proclama. Forse la marginalità nella società attuale e la non incidenza della Parola liberante di Gesù nella vita degli uomini contemporanei, dipende fortemente da coloro che la trasmettono. Già San Girolamo nel IV secolo diceva “Non ci sarebbero più pagani se fossimo veri cristiani”. Dovremmo continuamente domandarci se la “desertificazione spirituale” quasi totale nei paesi del nord Europa che hanno alle spalle secoli di coraggiosa trasmissione della Fede, non dipenda proprio da questo. Ce lo stiamo da tempo domandando, ma nel passato vi abbiamo dato poco peso: oggi diventa un devastante uragano che sembra inarrestabile. San Paolo ci invita: “Noi in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5, 20). Non siamo solo destinatari dell’esortazione, i cristiani diventano essi stessi esortazione per gli altri, ogni battezzato è un ambasciatore di Cristo, in qualche modo lo rappresenta. Pensiamo un attimo a quale responsabilità siamo chiamati: rappresentare Cristo nel mondo nonostante le nostre debolezze e le nostre incapacità e povertà. Ma il Signore ci chiede di farlo. Si fidò di Pietro e degli altri Apostoli, oggi si fida di noi, della Sua Chiesa che ama e che non abbandona nonostante i suoi continui piccoli-grandi tradimenti. Elemosina, preghiera, digiuno: tre capisaldi della vita cristiana. Il brano del Vangelo di Matteo proclamato ogni anno ci ricorda che il “Padre che vede nel segreto ci ricompenserà” (Cfr Mt 6,1-6.16-18). È quello che realmente vale: non il giudizio o l’ammirazione degli uomini ma lo sguardo di Dio che supera le barriere umane ed entra nel cuore. La vera penitenza è quella che si vive interiormente e che trasfonde, nelle opere buone, quanto si costruisce nel segreto dell’anima. La Quaresima è il tempo di penitenza per eccellenza. Ma ci crediamo ancora che la penitenza ha senso? Carne-Vale = addio (momentaneo) alla carne, significava: mettiamo da parte in questo periodo i cibi prelibati, prepariamoci anche così alla Pasqua. Cosa resta di tutto questo? Si fa difficoltà perfino a mantenere l’astinenza nei sei venerdì e del digiuno (sempre parziale) il mercoledì delle Ceneri e il venerdì Santo. Cose del passato – qualcuno dice – la penitenza è altro. Potrebbe essere però utile vedere come osservano i momenti di penitenza i fedeli delle altre religioni, ad esempio, i musulmani col Ramadan. Certamente la vera penitenza è quella del cuore umiliato come proclamato dalla predicazione profetica, ma non potrebbe esserci anche un piccolo sacrificio fisico che aiuterebbe la nostra conversione? L’astinenza dal rumore del mondo per concentrarci di più sulla meditazione della Santa Parola, la partecipazione alla celebrazione entusiasta e devota della Divina Liturgia, la preghiera personale nel silenzio della propria camera e nell’intimità del cuore, l’attenzione più premurosa a quanti sono nel bisogno, non ci aiuterebbero a diventare migliori? Pensiamoci seriamente perché è questo che vogliamo significare col sacro Rito delle Ceneri, ricordarci umilmente della nostra umana precarietà: “Sei polvere e polvere ritornerai” anche se siamo certi che, nella gloriosa Risurrezione di Cristo, per i meriti acquistati per noi sulla croce anche noi risorgeremo e, invitati al cambiamento: “Convertiti e credi al Vangelo”, diventiamo Luce per i fratelli che incrociamo nei sentieri della vita.

Salvatore Visco

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