Una mentalità battesimale

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Battezzati e inviati

DI SUOR NICOLETTA BRAUS

Sembra proprio che in questo anno pastorale tutto parta dal grande tema del Battesimo. Oltre alla formazione permanente della nostra Congregazione, che gravita attorno al primo sacramento cristiano, nella nostra comunità di Santa Maria Capua Vetere abbiamo deciso di impostare anche le giornate formative che, ormai per tradizione, viviamo nel corso delle domeniche dell’anno scolastico. Abbiamo pensato, infatti, di dedicare tre incontri specifici per ciascuna classe della scuola dell’infanzia e della scuola primaria all’approfondimento dell’immenso dono che abbiamo ricevuto il giorno del Battesimo. Partiamo dalle catechesi di Papa Francesco ed altri autori per presentare quella che viene definita da alcuni come una “mentalità battesimale” che nasce dalla consapevolezza non solo di essere figli di Dio, ma di avere anche un’abbondanza infinita di Grazia per vivere da figli secondo le beatitudini. Siamo “miti” perché possediamo già il Regno che Cristo stesso ci ha consegnato e affidato. “Poveri” perché poveri di ciò che ci allontana da Dio e ricchi di Lui. Beato è chi piange per il riconoscimento del proprio peccato da cui Cristo ci ha salvato e ci risolleva tirandoci fuori dalle acque della morte. Chi è nel pianto è beato perché sperimenta la nostalgia della propria origine in Cristo. “Beati coloro che hanno fame” perché non si lasciano saziare da ciò che è passeggero ma cercano ciò che è eterno e si saziano dell’unica vera giustizia di Dio che è la sua misericordia (Cfr. Gregorio di Nissa, Orazioni sulle Beatitudini). Nel corso delle tre tappe formative abbiamo pensato inoltre, di soffermarci in modo particolare su alcuni simboli fondamentali presenti nel rito del battesimo: il nome e il segno della croce, l’acqua benedetta, la veste bianca e la luce. La mattinata di formazione si conclude solitamente con un ampio tempo di condivisione e confronto tra i genitori della classe. Quanta sete e quanto bisogno di trovare un luogo per approfondire il proprio cammino di fede! A seguire continuiamo la giornata con un pranzo tutti insieme e un buon caffè in cortile mentre alcuni papà si divertono a giocare a calcio con i propri figli. Si tratta di giornate intense e impegnative che ci vedono tutte coinvolte comunitariamente. Chi si occupa della portineria, chi gestisce l’incontro con le coppie dei genitori, chi fa l’attività laboratoriale con i bambini, chi prepara il caffè e aiuta nel servizio a tavola… Siamo tutte all’opera ma, se anche alla domenica sera ci ritroviamo stanche e all’inizio di una nuova settimana di attività, il nostro spirito gioisce nell’aver potuto offrire questa opportunità alle famiglie della nostra scuola. Il Signore saprà come e quando fruttificare quanto viene seminato.

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Edizione N.08, anno 2020

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