“Datevi al meglio della vita”

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Convegno Nazionale Ufficio per la Pastorale delle Vocazioni

DI MARIANNA MONTUORO

Si è tenuto a Roma, dal 3 al 5 gennaio, il Convegno Nazionale organizzato dall’Ufficio per la Pastorale delle Vocazioni della Cei per riflettere sul tema Datevi al meglio della vita, frase tratta dall’Esortazione Apostolica di papa Francesco Christus Vivit; abbiamo partecipato in quanto équipe del Centro diocesano per le vocazioni della diocesi di Capua. Siamo partiti col desiderio comune di attingere ad esperienze di altre realtà, consapevoli che non esiste una ricetta perfetta valida per tutti per comunicare ai giovani che la vocazione ha a che fare con la loro felicità. Abbiamo ascoltato testimonianze di vita concreta e di conversione, che hanno raccontato come la vita, quando si è incontrato il Signore, può essere bella e piena nonostante la presenza di difficoltà che ai più possono sembrare insormontabili, così come interventi di relatori dalla grande esperienza e competenza nell’ambito della Pastorale Vocazionale. Il cardinale Jean Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, nel suo intervento ci ha detto che i giovani hanno bisogno di qualcosa di concreto, di autentico. Di uomini e donne che si sforzano di vivere la vita cristiana. Di una comunità in cui riconoscersi, fatta di ragazzi come loro e che se, i giovani capiranno che abbiamo qualcosa da proporre, ci ascolteranno. Questo è il nostro compito. Portare il Vangelo. Essere una Chiesa dinamica e non statica. I suoi consigli per arrivare ai giovani sono stati quelli di creare un’atmosfera nella quale poter parlare di Dio perché proporre il Vangelo passa per l’amicizia e, cosa più importante, ci ha ricordato che noi siamo chiamati “solo” alla testimonianza di Dio ma poi è Lui, con la sua Grazia, che fa il vero lavoro. Un momento importante del Convegno è stato quando ci hanno presentato un metodo di lavoro di gruppo per potersi confrontare con gli altri in modo libero e attento e far emergere un autentico “sentire ecclesiale”. Questo metodo, attraverso la riflessione personale e l’ascolto interiore dello Spirito, aiuta a far prevalere non la propria opinione ma ciò che lo Spirito suggerisce, quello che il Signore ci vuole dire. Suddivisi per tavoli con posti limitati, ci siamo ritrovati a condividere esperienze di vita, di percorsi, di cammino attraverso la risposta a queste domande: cos’è per te il meglio della vita? Cos’è fondamentale nell’accompagnare un giovane verso la scoperta del meglio? Chi ha il compito di accompagnare in questa scoperta? Il risultato è stato che ognuno aveva iscritto nel suo cuore parole quali: accoglienza, autenticità, ascolto senza giudizio, sguardo d’amore. Insomma, come ha riassunto la professoressa Assunta Steccanella nell’intervento conclusivo del Convegno, lo Spirito ha soffiato forte e ciò che è venuto fuori è che il meglio della vita sta nell’amare e nell’essere amati, nello stare insieme, nel vivere coerentemente il Vangelo e accogliere l’altro con autenticità: solo così potremo essere testimoni autentici di Cristo, riconoscendoci figli amati che vogliono condurre chi incontriamo sui passi del nostro pellegrinare allo scoprire la bellezza che c’è nel vivere la chiamata ad amare che il Signore fa.

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Edizione N.07, anno 2020

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