Fertilità, intervista al dottore Andrea Ciardulli. Cause, rischi, rimedi e statistiche.

Tiberio Gracco

Il dottore Andrea Ciardulli è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato con lode in Ostetricia e Ginecologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore ”A.Gemelli”.  Ha conseguito un Master di II livello presso l’Università Federico II di Napoli e approfondito gli studi presso la Thomas Jefferson University Hospital, Philadelphia PA contribuendo alla pubblicazione di numerosi articoli su riviste di rilevanza scientifica internazionale.

Dottore quali sono le principali cause di infertilità?

Una coppia è definita infertile quando vi è assenza di concepimento dopo almeno un anno di rapporti liberi e non protetti. L’età rappresenta un fattore di rischio importantissimo per la donna, pensiamo che la fertilità  decresce proporzionalmente all’aumentare della età.Tra le cause femminili vi sonoproblematichetubariche, infezioni, malattie infiammatorie pelviche, fibromi uterini, endometriosi, alterazioni ormonali e ovulatorie.Tra gli uomini le cause più frequenti sono il varicocele, il criptorchidismo, malformazioni genitali, infiammazioni testicolari e patologie prostatiche.

Cosa si può fare concretamente per evitare i rischi di infertilità?

Il fumo, l’obesità o l’eccessiva magrezza, diverse sostanze ambientali, come i derivati delle plastiche e degli idrocarburi, la sedentarietà e perfino l’eccessiva attività fisica sono alcuni tra i principali fattori di rischio modificabili, capaci di influenzare la salute sessuale e riproduttiva della coppia. Per alcune cause si può intervenire con diagnosi tempestive, cure farmacologiche e terapie adeguate, ma anche con la prevenzione e l’informazione. Pertanto raccomandiamo fortemente a tutte le coppie di effettuare controlli accurati perché come è noto prevenire è meglio che curare specialmente quando si è giovani.

Quali sono i rimedi per l’infertilità?

Un ruolo cruciale è rappresentato dalla età avanzata della donna ma anche la diagnosi mancata o tardiva di un’eventuale patologia, lo stress, gli stili di vita (alcool, fumo, droghe), le malattie a trasmissione sessuale, gli inquinanti ambientali e condizioni lavorative non adeguate. Di conseguenza, in molti casi si può intervenire inizialmente solo attraverso un’adeguata informazione e la promozione di corretti stili di vita riservando gli approfondimenti diagnostici e i trattamenti solo a coppie selezionate.

Ci parli dell’inseminazione intrauterina omologa. Come avviene?

La Inseminazione Intra Uterina (IUI) è una tecnica di I livello. Tale metodica consiste nell’introdurre il seme del partner accuratamente raffinato e privo di eventuali impurità, nell’utero della donna attraverso un cateterino ed è indicata nei casi di coppie giovani con problemi di sterilità di origine sconosciuta, problemi di ovulazione che condizionano la fertilità della donna  o in presenza di fattore maschile moderato.

Ci dia delle statistiche sui casi in Italia.

Nel 2016 è stato pubblicato uno studio dal Ministero della Salute  che analizza in maniera estremamente meticolosa ogni tipo di tecnica di PMA che è possibile effettuare in Italia. Secondo tale studio sono stati 13.582 i neonati nati vivi dopo una gestazione medicalmente assistita. Tale dato può essere giustificato dalla sempre più avanzata età media delle donne che si sottopongono a tecniche di PMA. In conclusione la fecondazione assistita contribuisce al totale delle nascite in Italia per circa il 2,8% del totale.

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