Proseguono i Giovedì Eucaristici. Quando lo straordinario attraversa l’ordinario

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di Vincenza Conte

Tappa decisiva per il cuore quella del Giovedì Eucaristico nella parrocchia San Vito Martire ad Ercole. Prosegue l’appuntamento settimanale che ormai da mesi (come annunciato su Kairòs News n.04) fa del giovedì una meravigliosa occasione di ricarica e di formazione all’ombra di Gesù Eucaristia. Alla presenza di Colui che tutto può anche l’ordinarietà di un semplice giorno si tramuta in straordinaria opportunità di incontro e di crescita personale e spirituale. Ogni giovedì, dalle 19.30 alle 20.30, un richiamo d’amore investe ed attraversa ciascuno di noi: ‹‹[…] Oggi devo fermarmi a casa tua›› (Lc 19,1-10). Brevi momenti di catechesi, intervallati dalla dolcezza dei canti, scandiscono l’intensità di un momento di grazia e favoriscono la riflessione e l’introspezione personale sul Vangelo della domenica. L’Adorazione è sempre un incontro trasformante e di pienezza del cuore. E’ l’incontro tra l’uomo e il suo Creatore. Occhi negli occhi, sguardo nel Suo sguardo, cuore nel Suo cuore. Il tempo si dilata, il silenzio si eleva a preghiera e lo stupore si accomoda nella frenetica stanchezza quotidiana. ‹‹Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza›› (2 Cor 6,2). Non più gli affanni, non più le corse, né carrellate di impegni da ottemperare. Unicamente la magia di un incontro atteso, desiderato e dal profumo d’amore. Ogni uomo ha sete di eternità, di infinito, di trascendenza. Questa sete è in realtà sete di Dio: “la mia anima ha sete del Dio vivo” (sal 42). In quest’insaziabile ed umano desiderio d’amore si cela un progetto ben più alto e rivoluzionario: anche Dio ha sete dell’uomo, della sua salvezza. Non è un caso che il celebre dialogo di Gesù con la samaritana inizi con un’espressione inaspettata: ‹‹Dammi da bere›› (Gv 4,7). Scena di vita quotidiana: un uomo in carne ed ossa, con la sua fatica e la sua sete, che a sua volta ha qualcosa da chiedere e da ricevere. L’occasione dell’incontro con la samaritana si ribalta in un reale bisogno di Gesù. Lui, il Signore della vita, si fa mendicante, senza nascondere la sua reale umanità. Storia nella storia. Un Dio che cerca per primo, che attende, che rompe le barriere della timidezza e del peccato e si rivela con nitidezza assoluta al cuore: “Sono io che ti parlo” (Gv 4, 25-26). In quel “dammi da bere”, sotto il sole di mezzogiorno nel pozzo di Giacobbe, si specchia la sete della samaritana, e in lei di ciascuno di noi. Sete di vita, di verità, d’amore, di luce, di protezione, di dialogo, di comprensione; sete di Dio! La sete dell’uomo e la sete di Dio si incontrano nell’Adorazione. Si incontrano e si saziano reciprocamente. Solo così, l’Adorazione porta all’azione feconda. Il dialogo tra Gesù e la samaritana non si conclude in se stesso, ma trabocca al di fuori. La donna ne è così profondamente toccata che, lasciando la brocca vicino al pozzo, corre in città a riferirlo ad altri, che a loro volta andranno da Gesù e crederanno in Lui. Solo l’amore tracimante di Dio è capace di riempire l’infinito vuoto di eternità, di bontà, e di bellezza dell’uomo. Dio ci attende ai pozzi della nostra storia.

 

 

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