Un sostegno per le donne. Non sei sola – sportello antiviolenza

coop De Crescenzo

di Emanuela de Crescenzo

Continua l’attività di ascolto e sostegno psicologico dello Sportello contro la violenza sulle donne gestito dalla cooperativa Città Irene Onlus, presso il Centro Famiglia di Santa Maria Capua Vetere.

Lo Sportello antiviolenza nasce in attuazione del progetto Regionale Ri.do.nare Futuro Dipartimento per le Pari Opportunità, rete integrata di protezione per le donne vittime di violenza, dalla collaborazione tra cooperative e associazioni campane. Le donne che tentano di uscire da situazioni di violenza si rivolgono a diversi soggetti -assistenti sociali, medici, forze dell’ordine, volontari, parroci- per chiedere aiuto. Ogni momento di comunicazione all’esterno del proprio vissuto è un momento delicato, e spesso decisivo, rispetto alla possibilità di costruire un percorso di uscita dalla violenza. Spesso le donne si rivolgono agli operatori, in diversi contesti istituzionali, formulando richieste di aiuto di varia natura (ad es. aiuto economico, malesseri fisici), senza parlare in modo esplicito della violenza subita. La donna ha difficoltà a parlare ed a far emergere il problema. Quando parliamo di “accoglienza” non facciamo riferimento ad una tecnica specifica, secondo il mio personale punto di vista, ma ad una modalità relazionale umana di avvicinarsi all’altro, che è in una situazione di evidente disagio o di difficoltà, ponendosi quasi in una posizione affettivo/protettiva, facendo sentire a chi è dinanzi a noi che ora è al sicuro, che può aprirsi e affidarsi a noi. È senza ombra di dubbio una delle fasi più importanti di ogni relazione terapeutica e di tutti i contesti di cura: è in questa prima fase di contatto che inizia una sorta, come dire, di trasmissione di segnali da un soggetto all’altro, ed è per questo che è di fondamentale importanza che il personale dedicato, sia qualificato professionalmente. In linea di massima il primo contatto con le utenti avviene telefonicamente, anche perché il telefono è un mezzo, che almeno in un primo momento permette di rimanere anonime e superare il senso di vergogna spesso connesso alla violenza; nel nostro caso, dunque, le donne chiamano al numero verde 800661592 o direttamente al front-office del Centro Famiglia al numero 0823797788 e ricevono risposta da operatori qualificati che, sempre nell’ambito del nostro progetto, hanno seguito un corso di formazione adeguata e che già in questa sede, attraverso la compilazione di una scheda tecnica di primo contatto, raccolgono una serie di informazioni utili per individuare i bisogni e qui viene fissato il primo appuntamento, dunque la presa in carico direi che è immediata. Hanno luogo poi una serie di colloqui psicologici, a cadenza periodica e di durata variabile, finalizzati all’analisi della situazione e dello status quo e alla strutturazione del percorso di uscita dalla violenza: lo scopo è quello di dare uno spazio alla donna per parlare di sé, per elaborare il suo vissuto di violenze e superare il danno da trauma, per ritrovare una situazione di benessere psicoemotivo. Alle donne, inoltre, vengono offerte laddove necessario, anche informazioni e consulenze legali, con gli avvocati che collaborano con i vari centri; accompagnamento nella ricerca di soluzioni abitative o per un periodo di emergenza, può essere ospitata nelle case rifugio presenti sul territorio; accompagnamento nella ricerca di un inserimento lavorativo, come consulenza nella ricerca del lavoro e nella formazione.

 

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