Christus Vivit. Nella Solennità dell’Annunciazione del Signore Papa Francesco visita Loreto e firma il documento postsinodale.

Papa Francesco - CV

25 Marzo

Nella Solennità dell’Annunciazione del Signore Papa Francesco visita Loreto e firma il documento postsinodale Christus Vivit

L’Esortazione Christus Vivit è stata firmata dopo un profondo momento di preghiera e durante la visita di papa Francesco a Loreto. La Santa Casa è la casa dei giovani perché qui Maria, la giovane piena di grazia, continua a parlare alle nuove generazioni, accompagnando ciascuno nella ricerca della propria vocazione.

Di Antonello Gaudino

A Loreto è stata una festa dell’Annunciazione speciale. 300 giovani hanno dato supporto all’ingente spiegamento di forze dell’ordine, per far sì che afflusso, permanenza e deflusso degli 8mila pellegrini presenti avvenisse in modo sicuro e ordinato. Con loro 180 volontari della protezione civile, i sacerdoti, il popolo delle parrocchie. Il giorno è stato veramente speciale: la visita di Papa Francesco e la firma del documento postsinodale Christus Vivit. L’Esortazione, dedicata ai giovani, sarà resa pubblica il prossimo 2 aprile anniversario della morte di San Giovanni Paolo II, morto il 2 aprile 2005. L’esortazione avrà una forte connotazione mariana e la sua firma nasce da un profondo momento di preghiera del pontefice. Dieci minuti in preghiera, da solo, in silenzio, come un pellegrino qualsiasi, seduto davanti alla Statua della Madonna e all’altare che celebra il Mistero dell’Annunciazione. Primo atto della visita del Papa a Loreto, che per un giorno è diventata “capitale mondiale” dei giovani. All’interno della Santa Casa, alle 10.15 circa, Papa Francesco ha posto la sua firma sul documento. Loreto scelta perché la Santa Casa è la casa dei giovani perché qui Maria, la giovane piena di grazia, “continua a parlare alle nuove generazioni, accompagnando ciascuno nella ricerca della propria vocazione”. Proprio da questo speciale legame tra Loreto e i giovani è nato il desiderio – rivela Francesco – di firmare qui l’esortazione apostolica frutto del Sinodo a loro dedicato. “Nell’evento dell’Annunciazione – spiega il Papa – appare la dinamica della vocazione espressa nei tre momenti che hanno scandito il Sinodo: ascolto della Parola-progetto di Dio; discernimento; decisione”. Dio è sempre il primo a prendere l’iniziativa, ha ricordato Francesco a proposito del primo momento, quello dell’ascolto: la sua voce, però, “non si riconosce nel frastuono e nell’agitazione”, né rimanendo in superficie, “ma scendendo a un livello più profondo, dove agiscono le forze morali e spirituali. È lì che Maria invita i giovani a scendere e a sintonizzarsi con l’azione di Dio”. Il discernimento ci aiuta invece, come ha fatto Maria, a “scoprire le sorprese di Dio”, cioè a “cogliere tutte le esigenze del progetto di Dio sulla sua vita, a conoscerlo nelle sue sfaccettature”. La decisione è, infine, la risposta di Maria all’angelo: “Avvenga per me secondo la tua parola”. Maria è il modello di ogni vocazione e l’ispiratrice di ogni pastorale vocazionale. E proprio da qui nasce la prima proposta concreta, a 360 gradi, del Papa: fare di Loreto “un polo spirituale a servizio della pastorale vocazionale”, rilanciando il Centro Giovanni Paolo II “a servizio della Chiesa in Italia e a livello internazionale, in continuità con le indicazioni emerse dal Sinodo”. Un luogo “dove i giovani e i loro educatori possono sentirsi accolti, accompagnati e aiutati a discernere”. La seconda proposta è rivolta ai Cappuccini: “Estendere l’orario di apertura della Basilica e della Santa Casa durante la tarda serata e l’inizio della notte quando ci sono gruppi di giovani che vengono a pregare e a discernere la loro vocazione”. Il Santuario della Santa Casa di Loreto, anche a motivo della sua collocazione geografica al centro della Penisola, si presta per diventare, per la Chiesa che è in Italia, luogo di proposta per una continuazione degli incontri mondiali dei giovani e della famiglia, il terzo invito di Francesco, secondo il quale “è necessario che all’entusiasmo della preparazione e celebrazione di questi eventi corrisponda poi l’attualizzazione pastorale, che dia corpo alla ricchezza dei contenuti, mediante proposte di approfondimento, di preghiera e di condivisione”. La Casa di Maria è anche la casa della famiglia, prosegue il Papa a proposito della missione essenziale della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Ogni famiglia, nella Santa Casa, “trova accoglienza, ispirazione a vivere la propria identità”. Famiglia e giovani “non possono essere due settori paralleli della pastorale, ma devono camminare strettamene uniti”. La Casa di Maria è la casa dei malati, che “devono essere accolti dentro la famiglia”, il terzo affresco: “Per favore, non cadete in quella cultura dello scarto che viene proposta dalle molteplici colonizzazioni ideologiche che oggi ci attaccano”, l’invito a braccio. “Portare il Vangelo della pace e della vita ai nostri contemporanei spesso distratti, presi dagli interessi terreni o immersi in un clima di aridità spirituale”, la consegna finale del Papa.

 

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