“Amate i musulmani”. La preghiera nella veglia dei martiri missionari

Martiri

Di don Mariano Signore

“Amate i musulmani”; questo l’invito fatto da padre Massimiliano Palinuro, missionario fidei donum, della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, in Turchia, nella testimonianza offerta nella veglia di preghiera diocesana in memoria dei martiri missionari, vissuta, con nutrita partecipazione di fedeli, domenica 24 marzo nella chiesa di San Vitaliano in Santa Maria Capua Vetere.

Parole difficili, quelle di padre Massimiliano, soprattutto in un contesto, italiano ed europeo, ove la paura nei confronti del ‘diverso’ è divenuta lo spot elettorale di politici, quasi tutti professi cristiani! La cosa più grave è che questa assurda idea, contraria ai diritti dell’uomo, sta divenendo cultura che non ingenera danni soltanto in noi e vicino a noi, ma anche in chi, come padre Massimiliano, vive la missione evangelica in una terra ove l’accoglienza verso chi ha un diverso credo è ogni giorno, ogni istante, gravemente minata. La Turchia, infatti, culla della civiltà greca e del primo cristianesimo, è attualmente chiusa in un unico e monopolizzato sistema di pensiero islamico. Questa non concede spazi e respiro alla testimonianza altrui; proprio nella città di Trebisonda (Trabzon), dove è stato ucciso don Andrea Santoro, oggi opera il nostro missionario che prova a seminare ancora una volta, come testimone di Cristo morto e risorto, il messaggio evangelico dell’amore e della non-violenza, dei porti e delle porte aperte. È il messaggio, in forza del quale don Andrea Santoro lasciò aperta la porta della chiesa, permettendo al suo assassino di ammazzarlo alle spalle.

“Amare i musulmani” vuol dire amare il prossimo e immettere nella nostra realtà, chiusa nell’indifferenza e nella diffidenza, semi di speranza, di riconciliazione, di rivoluzione pacifica. Vuol dire credere in un mondo dove le differenze non diventino un problema ma una opportunità, dove possa trovare concreta realizzazione una convivenza pacifica, fraterna.

“Amare i musulmani”, infine, è l’impegno che dobbiamo prendere ogni giorno, contro qualsiasi resistenza del cuore e della mente, per permettere finalmente di vivere, non di sopravvivere, a padre Massimiliano e ad ogni missionario nel mondo. La sua preghiera, la sua richiesta trovi in noi degli alleati evangelici di pace e di amore.

Related posts