Musica e canto: una parrocchia a misura di bambino

Gennaro Fusco

Di VINCENZA CONTE

Il 29 novembre il palcoscenico del Teatro Mercadante di Napoli si illuminerà a festa in occasione del Premio Medical Care 2018, che tra i protagonisti vedrà coinvolti un nutrito gruppo di ragazzi della Parrocchia San Vito Martire in Ercole (CE). I bambini introdurranno in musica l’anteprima del docufilm “Gli Angeli Silenziosi” scritto da Raffaele Canneva. Il mediometraggio, diretto dal regista Jean-Luc Servino, porta in scena l’importanza di temi quali l’umanizzazione della medicina e l’assistenza solidale del malato, con un cast d’eccezione: veri medici, infermieri e volontari e la straordinaria partecipazione dell’attore Patrizio Rispo di “Un Posto al Sole”.

L’esperienza del corso di musica e canto ha preso il via lo scorso 10 ottobre nella storica sede dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, che ha dato vita all’oratorio musicale San Filippo Neri, una scuola di musica e canto gratuita. Ogni mercoledì la professionalità e amabilità della Maestra Pia Ferrara affiancata da un gruppo di professionisti, incontra i sogni dei più piccoli, permettendo loro di educarsi al canto e alla musica con vivo stupore.

‹‹La musica e il canto aiutano ad elevare la mente ad una prospettiva più elevata: l’arte è sempre espressione del divino››, sono le illuminanti parole di un giovane sacerdote Padre Gennaro Fusco, della Chiesa S. Vito Martire in Ercole (CE). Essere una Parrocchia a portata di bambino è sicuramente la chiave di volta per una comunità che si confronta con i verbi dell’accoglienza e della formazione. In tal senso, anima della Parrocchia di S. Vito Martire, sono soprattutto i più piccoli e le loro famiglie, che fanno della loro presenza uno speciale dono di grazia e di crescita.

– Padre Fusco, la sua è una Parrocchia con un numero esorbitante di giovani e bambini, che continua, attraverso l’adesione a progetti lodevoli, a fare dei sogni dei più piccoli una priorità. Da sacerdote, quanto è importante la presenza dei bambini in una comunità Parrocchiale?

Quanto è sorprendente quella frase di Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me!”. I bambini, al tempo di Gesù, non godevano di grande considerazione, in quanto non erano ancora uomini. I rabbini intenti a spiegare i misteri del Regno addirittura erano infastiditi dalla loro presenza. E Gesù, invece, dimostra una meravigliosa empatia-simpatia verso i bambini, proponendoli, addirittura, come modelli del discepolato. Io, sulla scia di quanto detto da Gesù, sono stato sempre convinto che i bambini possono veramente evangelizzare gli adulti, perché i bambini sanno stupirli e guidarli a vedere la realtà con quella semplicità disarmante che noi adulti abbiamo perso per strada. Lo sguardo del bambino è uno sguardo spalancato sul mistero, è uno sguardo che vede ciò che noi adulti stentiamo a vedere.

Cosa l’ha spinto a far aderire la sua comunità al progetto di Canto e Musica?

Sto pensando da tempo a un progetto di questa portata. Il Signore, quando meno te lo aspetti, ti mette sulla strada giusta e ti fa incontrare le persone giuste. E ti permette di realizzare uno dei tanti sogni che porti nel cassetto.

Canto-Musica e Fede. A suo avviso, in che modo il canto può rappresentare una straordinaria giuntura con la fede?

La musica e il canto costituiscono da sempre, in se stessi, la traduzione dell’emozione dell’animo, e quindi la traduzione della gioia dell’incontro, della sofferenza, della delusione, della pena, della perdita. Si pensi, ad esempio, come Maria stessa manifesta la sua gioia con il cantico del Magnificat. La musica e il canto vengono ad innestarsi nella liturgia esclusivamente per abbellirla, per solennizzarla, per renderla ancora più vicina alla partecipazione personale e viva dei fedeli. In ogni caso la musica e il canto aiutano ad elevare la mente ad una prospettiva più elevata: l’arte è sempre espressione del divino.

Alla sua storia di vita non mancano colpi di scena e scelte significative, in primis a livello personale, e di studio, spaziando su campi disciplinari eterogenei. Lei è stato uno sportivo, prima ancora che frate e sacerdote. Dal suo personale vissuto, in che modo l’apprendimento di un nuovo strumento e l’educazione musicale possono incidere nel percorso formativo di un bimbo?

Sì, è vero. La mia vita è stata, fin da bambino, ricca di colpi di scena e di scelte significative. Ho fatto sport a buoni livelli; ho fatto scelte profonde di vita religiosa e poi la scelta sacerdotale. Nello studio amo la ricerca e il mettermi in gioco su discipline eterogenee: economia, diritto ecclesiastico e canonico, programmazione neuro linguistica e coaching. Definisco lo studio come un fantastico viaggio dove il fine non è arrivare, ma continuare a viaggiare in un mondo meraviglioso. Sembra che la musica aiuti anche a migliorare il carattere, attraverso la costanza dell’impegno legato alla formazione musicale. Così il bambino impara a dominare le emozioni, a vincere la timidezza, a sviluppare capacità di autocontrollo e di concentrazione. Studiare musica favorisce anche una maggiore sensibilità e la capacità di esprimere i propri sentimenti. Partecipare a prove, piccole orchestre e concerti per ragazzi stimola il senso di responsabilità, riduce le paure e l’eventuale aggressività.

Dopo uno scambio di idee propositive che impreziosiscono il filo tematico che unisce il canto alla fede, non ci si può che augurare che tutte le Parrocchie sentano i più piccoli un dono di straordinaria grazia da coltivare con costante dedizione e premura. I bambini sono il nostro presente, prima ancora che il futuro del mondo. Fare dei sogni dei più piccoli un meraviglioso volano per spiccare il volo, è il cuore pulsante di una comunità in crescita, esattamente come la Parrocchia S. Vito Martire in Ercole (CE).

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