Siamo in partenzaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!! …con tanto di salto in aria e braccia in alto!!!

CAMPI SCUOLA 2018

Eh già cari soci, ora tocca a voi, ai vostri ragazzi e alle loro famiglie essere veri protagonisti nella comunità e innescare un contagio di GIOIA!!! La gioia vera, che nasce dall’incontro con Gesù!!! Questo è l’ultimo numero prima dei Campi scuola, perciò…buona estate…regalatevi del tempo per esperienze spirituali, formative… del tempo per crescere!!! …e come ci ha scritto il Papa: “Gaudete et Exultate”

 di Maria Merola

E come ogni anno è tempo di verificare il cammino annuale che abbiamo percorso.

Vorrei iniziare dalla programmazione e dai progetti che, con molta dedizione e attenzione, nonché con spirito di sacrificio, ha attuato l’intero Consiglio diocesano e le parrocchie tutte. Mi riferisco a quella progettualità la cui rilevanza sociale e visibilità ha contribuito a dare dell’A.C. un’immagine non chiusa e arroccata nelle mura, benevoli e protettive, delle parrocchie, ma aperta e disposta a giocare la sua credibilità nella collaborazione anche con coloro che, pur non condividendo la nostra stessa visione, hanno a cuore il destino del Bene comune. Infatti il progetto dell’accompagnamento alla genitorialità, vissuto all’interno della Scuola Moro Pascoli di Casagiove, ha coinvolto non solo i genitori delle famiglie associative, ma innanzitutto le famiglie dei bimbi frequentanti l’Istituto. Non meno incarnati sul territorio sono stati gli incontri che ci hanno preparato al voto consapevole in vista delle elezioni politiche dello scorso marzo. Dello stesso tenore, anche se su una progettualità diversa, è stata la FESTA per i 150 anni di AC vissuta in Piazza dei Giudici a Capua. È bello e significativo constatare che tutte le progettualità associative non sono state attuate sull’onda dell’entusiasmo e dell’estemporaneità, ma sono il frutto di percorsi ben delineati e strutturati soprattutto in obiettivi e finalità che non si allontanano affatto da quelli attestati nei documenti del Magistero della Chiesa, che per noi laici devono ritornare ad essere ‘la Carta’ ispiratrice del nostro essere e del nostro agire. Abbiamo dato il via, infatti, anche al primo anno della scuola della formazione associativa che ci ha visti approfondire proprio le radici della nostra storia e il Progetto Formativo. Certo, però, bisogna fare attenzione a che il fare non superi e scavalchi l’essere e la dimensione della spiritualità. Il nostro Progetto formativo ci ricorda, infatti, che «ciascuno è chiamato allora a elaborare la propria regola di vita, cioè ad assumere in maniera personale quegli impegni di preghiera, di crescita nella fede e nella umanità, quelle scelte di servizio che rendono personale e concreto l’impegno con il Signore e la testimonianza di fede nella società di oggi» (cfr. Pf 4.3). Dobbiamo sempre avere chiara l’idea di essere missionari e non organizzatori di incontri. L’Evangelii gaudium ci invita a ridare impulso, dal di dentro, al nostro essere missionari. Essere missionari significa uscire da se stessi e avere nel cuore il desiderio di far conoscere Gesù, il suo Vangelo, la sua quotidianità al mondo. L’impulso, il calore, la bellezza dell’annuncio passano attraverso l’incontro con il Signore Gesù e un cammino fatto insieme. È proprio attraverso l’incontro profondo con il Signore che riceviamo la spinta e l’impulso missionario. Lui non ci prende semplicemente per mano ma ci manda, ci invia, ci dà forza e coraggio. Certo… entrare nella storia degli uomini e del mondo presuppone andare incontro a dei rischi, assumersi delle responsabilità, uscire da se stessi e dedicarsi. La rivoluzione del cuore parte da qui, da questi primi passi, dal camminare insieme, dal non aver paura di parlare di Dio con gioia, dal mettere i passi incerti accanto ai passi dell’altro, nell’ascoltare le ragioni della persona che mi cammina accanto anche se non vive la mia stessa scelta di fede. Gesù si rivela nelle tristezze raccontate, nei passi di una vita che scorre quotidianamente, in un incontro improvviso che apre orizzonti nuovi di vita e di fede.

Uscire, incontrare, annunciare, camminare, sono tutti verbi che hanno dato senso al nostro “uscire missionario” di questo trascorso anno associativo. Ma dobbiamo essere sempre più in grado di saper “riaccendere fuochi”, di ridire il coraggio della nostra scelta e del nostro servizio, di andare in ogni luogo per creare quel terreno e cuore fertile dove la fede può rifiorire.

E allora…buon cammino di santità!

Arrivederci ai Campi Scuola diocesani

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