Il Dottorato di don Mariano. L’evento si è svolto presso l’Università Gregoriana di Roma

casapulla

Di Giuseppe Tierno

Il 22 giugno 2018, dopo un comodo viaggio in pullman iniziato alle ore 5.30, siamo giunti a Roma (eravamo circa cinquanta fra catechisti, azione cattolica ed altri parrocchiani) per assistere alla discussione della “tesi” per il conseguimento del dottorato nella facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa, da parte di don Mariano Signore, attuale vice-parroco della parrocchia di S. Elpidio vescovo di Casapulla. L’evento si è svolto presso l’Università Gregoriana di Roma. L’appuntamento era alle ore 10.00 circa; noi siamo arrivati giusto in tempo (il traffico è tiranno sul G.R.A.). Erano già tutti là…i genitori, sempre gentili ed affabili ed emozionati come amabili bambini al primo esame, molti sacerdoti, l’on/le Agostino Santillo, recentemente eletto parlamentare, il sindaco dimissionario Michele Sarogni, Sua Ecc. Monsignor Visco, amato arcivescovo di Capua, a cui va sempre il nostro rispettoso e deferente saluto.

La tesi aveva per titolo: Francesco Serra di Cassano (1783-1850): diplomatico e vescovo.

La commissione esaminatrice era composta da tre professori dello stesso Ateneo. Dopo un breve preambolo del presidente della commissione, ha preso la parola il candidato. Egli con voce forte e chiara, che mal celava l’emozione del momento, ha iniziato con una ampia biografia del soggetto della tesi, è passato ad illustrarne – con dovizia di particolari (a dimostrazionedi una accorata ricerca ed un approfondito studio) – ha dato sfoggio della sua preparazione sulla “attività” del Serra come vescovo e diplomatico, illustrandone il “pensiero”, le “opere” e la “diplomazia”, in un periodo quanto mai difficile e travagliato (rivoluzione francese, nascita del protestantesimo e, non meno importante, la “volontà” del potere “temporale” della nobiltà (compresi i regnanti) di emarginare o sottomettere la religione e, quindi, la Chiesa.

Egli, l’esaminando, è stato, chiaro, preciso ed aggiornato mostrando ottima conoscenza dell’argomento, frutto di seri studi e specifiche ricerche, chissà quanti musei ha visitato e quanti archivi e biblioteche ha rovistato, da meritare consenso unanime e completo.

I passi più salienti della tesi, a mio avviso, sono stati quelli riferiti all’abilità del Serra, da Nunzio Apostolico, presso le varie “cancellerie” estere, quando i “tempi” erano particolarmente burrascosi, come anzidetto. Quindi il Nunzio Apostolico doveva essere “conciliante”, “paziente” “intelligente” e “fedele” al Papa e alla Chiesa col suo “universo”. Il Serra di Cassano, conclude don Mariano, possedeva queste “doti”, oltre a quelle di Vescovo, cioè “pastore” del suo gregge, dandone ampia prova da Arcivescovo di Capua per svariati anni.

Quantunque, io sia poco edotto su argomenti e “questioni” tanto delicate e, spesso,sconosciute ai più, perché volutamente segretate, ritengo che il “pensiero”, l’essenza del “suo” messaggio, sia quanto mai condiviso pienamente da Don Mariano, il quale, nei limiti della sua attuale “posizione” nella Chiesa, ne attua i concetti più semplici e logici; più cristiani ed evangelici, cioè portare il “messaggio” del Cristo ovunque, specialmente fra i più bisognevoli di conoscerne i contenuti.

Il tutto non disgiunta da una “pastorale”viva, attiva, e costante nel “sociale”.

E questo, è mia opinione, egli lo sta già facendo in questa comunità, con amore, con impegno, dedizione e…diplomazia (ha sempre un radioso sorriso stampato sulle labbra), che non guasta mai.

Io gli auguro, tutti gli auguriamo, di mantenersi sempre così, come l’arcivescovo Serra di Cassano, da cui lui ha preso esempio e…”dottrina”.

Al termine, della cerimonia, gli applausi e un abbondante e ottimo buffet, saluti e poi…un giro per alcune strade di Roma, sotto un rovente sole, una fugace visita al santuario del Divino Amore e, infine, al pullman e…via verso casa.

Don Mariano, a chiusura del suo “parlare, ha voluto ringraziare i presenti per la partecipazione, io penso, che dobbiamo essere noi a ringraziarlo per averci permesso, nelle due ore che siamo stati ad ascoltarlo, di “immergerci” nella conoscenza di uno di noi (nato a Napoli e morto in Santa Maria C.V.) che si è distinto operando nella Chiesa in tempi non facili, lasciando un indelebile segnale nella Storia..

Grazie, dottor don Mariano.

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