Conclusasi con successo la XII edizione del “Il Luogo della lingua” Festival

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di Luigi Di Lauro

“Il Luogo della lingua” Festival a Capua, finale ricco di emozioni e commenti più che positivi, da parte della critica e del numeroso pubblico che ha preso parte agli eventi. Il quadriportico della chiesa Cattedrale ha ospitato, domenica sera la giornata conclusiva, il clou della rassegna con Maurizio De Giovanni, Margherita Di Rauso e Marilena Lucente prima, e con lo spettacolo Parole Note Live a seguire.
Un successo che ha fatto apprezzare ulteriormente il lavoro per l’edizione duemiladiciotto, firmata ancora una volta dal direttore artistico Giuseppe Bellone.
L’organizzazione, consolidata oramai dall’esperienza maturata in questi anni, ha reso protagonista l’associazione Architempo che dal duemilacinque, celebra l’evento, mettendo in cattedra la lingua italiana nelle sue variegate declinazioni: scrittura, recitazione, canto, ballo e pièce teatrali.
Prestigiose le location individuate per ospitare gli eventi: la chiesa di San Salvatore, nella zona “ad curtim” della città, la piazzetta De Renzis o dei nobiluomini e lo spettacolare quadriportico, come già detto, della Chiesa Cattedrale.
Marilena Lucente ha condotto con l’acclamata professionalità, la serata conclusiva, come dicevamo, con l’attesissimo Maurizio De Giovanni, in perfetta forma e con un ruolo da vero protagonista.
Accoglienza delle grandi occasioni, anche e forse soprattutto, per l’attrice Margherita Di Rauso, nata e vissuta a Capua, trasferitasi a Milano per seguire gli innumerevoli stage formativi del Piccolo Teatro e quindi del grande maestro Giorgio Strehler.
Il cartellone degli eventi, particolarmente apprezzato, ha incluso lo spettacolo Lingua Madre presentato dalla Onlus “Città Irene”, con la partecipazione dei ragazzi della SPRAR, il progetto che coinvolge trentuno, tra uomini e donne, con lo status di rifugiati. Obiettivo della performance, quello di ricordare che ognuno di noi è stato e, sarà sempre, extra comunitario rispetto a qualcun’altro e che capirlo è il primo passo verso la civiltà, perché “integrazione” non è un fatto univoco, ma deve diventare un patto bilaterale tra chi accoglie e chi arriva. Ancora. Personaggi popolari che, all’esordio il campo letterario, hanno voluto testimoniare il loro rapporto con la lingua. Parliamo di Fortunato Cierlino, protagonista della fiction Gomorra, che proprio a Capua ha voluto presentare il suo lavoro: Se vuoi vivere felice.
Successo pieno anche per la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Adolfo Villani, già sindaco di Capua, che certamente non poteva privare la sua città della presentazione de “L’Ufficiale e il comunista”, la storia di Francesco Capobianco e del figlio Peppino. Francesco Capobianco – un ufficiale del Regio esercito, pluridecorato della Grande Guerra, che sceglie a rischio della vita di rimanere fedele al Re – e il figlio Peppino – studente eccellente dall’animo generoso e sensibile. Entrambi sono attori e protagonisti del dramma del popolo gaetano; dramma percettibile all’indomani dell’Armistizio. Padre e figlio hanno salva la vita preferendo la fuga via mare il 17 marzo del 1944, dopo mesi trascorsi sulle montagne tra rifugi di fortuna e inaudite sofferenze. Un’esperienza dura e traumatica, che accrescerà la stima reciproca tra padre e figlio ma, al tempo stesso, creerà le premesse di un lungo e doloroso conflitto familiare. Entrambi, infatti, vivranno con estremo rigore, coerenza e determinazione le opposte scelte di vita e i diversi modi di concepire la società nell’Italia liberata. Una concezione assolutamente fatta di condivisione comunitaria e non individualista. Quella di Capua è veramente una grande iniziativa culturale, rilanciata a più voci dai protagonisti dell’edizione di quest’anno, tra i quali anche Antimo Cesaro che ha presentato il suo Omaggio alla calvizie. Ho voluto sintetizzare l’opportunità offerta dal Festival quale formula integrativa al patrimonio artistico e monumentale della città di Capua.
“Il Luogo della lingua” Festival di Capua, prende il via, ogni anno, con la consegna del premio “Placito Capuano”, che per l’edizione di quest’anno è stato assegnato allo scrittore Lorenzo Marone per il libro: “Un ragazzo normale”.

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