Lettera di don Giuseppe Sagliano: a don Peppino Diana, un amico prete.

ISISS 4

Ciao Peppino, sono passati ventiquattro anni da quel giorno e come vedi continui ad essere presente nei miei pensieri e nel mio cuore. Ho preso le distanze da tutto quello che è successo dopo quel giorno di marzo del 1994 e oggi sono qui a scriverti solo perché sento da profondo della mia anima la necessità di parlare con un amico prete, così come facevamo sempre in quegli anni dall’anno 1987. Voglio prima di tutto farti gli auguri per la tua festa di compleanno. Quest’anno, il 4 luglio, avresti compiuto sessanta anni se quella mano assassina non ti avesse esploso quei cinque colpi in faccia. Doveva essere un giorno di festa come i tanti che avevamo già vissuto insieme, invece il mio amico prete, quello che voleva portare le novità del Concilio Vaticano II nella sua terra e nella sua chiesa, viene ammazzato.

Per me eri come un fratello maggiore, un maestro, un esempio di zelo pastorale, un punto di riferimento. Ricordo quel pellegrinaggio organizzato a Lourdes con don Sebastiano, le serate trascorse insieme in cene di lavoro fino a tarda ora; stilare programmi, orari a scuola, trovare nuovi modi di aprirsi ad altre realtà diocesane, ai gruppi di volontariato, portare conforto agli anziani, gli ammalati e gli emarginati come gli immigrati che tanto prendevi a cuore.

Peppino spero tanto che in paradiso tu stia continuando come sempre a scherzare, a fare battute e a dare fastidio a qualche Santo Mistico…ma soprattutto che tu riesca a pregare per tutti noi che qui come me ancora si chiedono: << Perché è toccato a te?>>. Quante menzogne, quante bugie su di te che con il tuo impegno verso la gioventù sul fronte della legalità, contro la camorra, hai attirato attenzioni mondiali, ma che secondo me, hanno strumentalizzato la tua persona e il tuo carattere. Forse serviva un sacrificio come quello di Gesù in croce per ripulire il male dalle nostre terre. So solo che mi manchi tanto e non riesco più a trattenere il dolore che mi logora dentro. Ma ovunque sei ti giungano i miei auguri di un felice compleanno ora che con te c’è il tuo papà Gennaro.

Ciao peppì, un bacio.

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