Cyberbullismo, una risposta ad un problema drammatico

Cyberbullismo - Scuola

Educare al vero, al bene e al bello è garanzia di civiltà e di spiritualità. È in questa prospettiva che si vedono unite le varie realtà a sostegno della crescita dell’uomo. Nell’ambito del protocollo di intesa “Educazione alla Legalità” sono stati organizzati degli incontri sul tema del cyberbullismo. Si sono svolti i primi cinque incontri degli otto previsti negli istituti scolastici della città di Santa Maria Capua Vetere. I principali protagonisti sono gli alunni che guidati dai loro docenti hanno preparato cartelloni, slide, brani musicali, letture e video su questo argomento.

“Dobbiamo dedicarci insieme alla protezione della dignità dei minori con grande determinazione, contrastando con tutte le forze quella cultura dello scarto che oggi si manifesta in molti modi a danno soprattutto dei più deboli come sono appunto i minori”. Così l’avvocato Giuseppe Simeone, rivolgendosi agli alunni, docenti e relatori, ricordando le parole di Papa Francesco sul bullismo. L’avvocato, componente della commissione per la Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Capua, ha ricordato ai tanti partecipanti la Lettera Enciclica “Laudato Sì” con la quale il Santo Padre esorta ad allargare nuovamente lo sguardo, a riorientare la tecnica e di metterla al servizio di un altro tipo di progresso, più sano, più umano, più sociale e più integrale (112).  “Il senso della legalità non è un valore che si improvvisa. Esso esige un lungo – continua l’avvocato Simeone – e costante processo educativo. La sua affermazione e la sua crescita sono affidati alla collaborazione di tutti, ma in modo particolare alla famiglia, alla scuola, alle associazioni giovanili, ai mezzi di comunicazione sociale, ai vari movimenti che nel Paese hanno un potere di aggregazione ed un compito educativo, ai partiti e alle varie istituzioni pubbliche, alla parrocchia attraverso la catechesi, al volontariato che si pone al servizio delle persone in difficoltà. Giustizia e la legalità, colte nelle loro radici profonde, scaturiscono dalla moralità e si configurano come amore – e per i credenti come carità o amore evangelico – verso ciascuna persona e verso la comunità. Dobbiamo imparare a coniugare carità e giustizia”

Le attività programmate rientrano nel protocollo stipulato lo scorso 3 luglio presso la Presidenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e che vede uniti 18 partner sul tema dell’educazione degli studenti. I sottoscrittori sono il Comune di Santa Maria Capua Vetere, l’Arcidiocesi di Capua, il Tribunale di Santa Maria Capua, la Procura della Repubblica, la Questura di Caserta con il locale commissariato di Polizia di Stato, l’Università degli Studi della Campania Dipartimento di Giurisprudenza, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, l’Associazione Nazionale Magistrati sezione di Santa Maria Capua Vetere, le dirigenze scolastiche degli istituti scolastici di Santa Maria Capua Vetere, l’Ufficio di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, il Centro per la Giustizia Minorile della Campania.

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