Venerata immagine della Beata Vergine del Rosario di Pompei

Venerata Immagine

Il culto della Beata Vergine del Rosario di Pompei nasce alla fine del 1800 ad opera di Bartolo Longo. Si narra che mentre si trovava nei campi, udì la Madonna dirgli: “Se propagherai il Rosario sarai salvo”. Il giovane Bartolo Longo, oggi Beato, rimase scosso da questo messaggio che la Madonna gli affidava, tanto da abbandonare gli ambienti satanici che frequentava e iniziare la propria opera di diffusione della preghiera del Rosario.

Il dipinto della Madonna di Pompei o della Beata Vergine del Rosario di Pompei che dir si voglia, infatti, venne venerato fin dalla prima esposizione pubblica: infatti, già il 13 Febbraio 1876, quando appunto venne mostrato per la prima volta il dipinto, si verificò il primo miracolo, ovvero la guarigione a Napoli di una ragazzina che era malata di epilessia inguaribile.  In ben poco tempo iniziarono a giungere a Pompei migliaia di fedeli, ciascuno chiedendo una grazia alla Madonna, tanto che ai giorni nostri si stima che più di 4 milioni di persone ogni anno si rechino in pellegrinaggio, facendo così, di quello di Pompei, uno dei santuari mariani più visitato al mondo

Ma la grande venerazione dei fedeli alla Madonna di Pompei si incentra proprio nella preghiera che si esplica attraverso la recitazione del Rosario che ripercorre le quindici stazioni del mistero della salvezza. Vale, a questo proposito, ricordare le espressioni di Sua Santità Paolo VI «Il Concilio Ecumenico Vaticano II, sebbene non espressamente, ma con chiara indicazione, ha infervorato l’animo di tutti i figli della Chiesa per il rosario, raccomandando di stimare grandemente le pratiche e gli esercizi di pietà verso di Lei (Maria), come sono state raccomandate dal Magistero nel corso dei tempi».

Papa Giovanni Paolo I di fronte alle contestazioni al Rosario rispondeva  con queste parole improntate a fermezza, semplicità e vivacità:  «Il rosario da alcuni è contestato. Dicono: è preghiera che cade nell’automatismo, riducendosi a una ripetizione frettolosa, monotona e stucchevole di Ave Maria. Oppure: è roba da altri tempi; oggi c’è di meglio: la lettura della Bibbia, per esempio, che sta al rosario come il fior di farina alla crusca! Mi si permetta di dire in proposito qualche impressione di pastore d’anime.

Prima impressione: la crisi del rosario viene in secondo tempo. In antecedenza c’è oggi la crisi della preghiera in generale. La gente è tutta presa dagli interessi materiali; all’anima pensa pochissimo. Il fracasso poi ha invaso la nostra esistenza. Macbeth potrebbe ripetere: ho ucciso il sonno, ho ucciso il silenzio! Per la vita intima e la «dulcis sermocinatio»,  o dolce colloquio con Dio, si fa fatica a trovare qualche briciola di tempo. (…) Personalmente, quando parlo da solo a Dio e alla Madonna, più che adulto, preferisco sentirmi fanciullo; la mitra, lo zucchetto, l’anello scompaiono; mando in vacanza l’adulto e anche il vescovo, con relativo contegno grave, posato e ponderato per abbandonarmi alla tenerezza spontanea, che ha un bambino davanti a papà e mamma. Essere – almeno per qualche mezz’ora – davanti a Dio quello che in realtà sono con la mia miseria e con il meglio di me stesso: sentire affiorare dal fondo del mio essere il fanciullo di una volta che vuol ridere, chiacchierare, amare il Signore e che talora sente il bisogno di piangere, perché gli venga usata misericordia, mi aiuta a pregare. Il rosario, preghiera semplice e facile, a sua volta, mi aiuta a essere fanciullo, e non me ne vergogno punto».

Giovanni Paolo II, confermando la sua speciale devozione mariana che lo porta ad integrare nel rosario i misteri della Luce, nell’enciclica Rosarium Virginis Mariae ci sprona a riprenderne con fede la pratica quotidiana: «La storia del rosario mostra come questa preghiera sia stata utilizzata specialmente dai Domenicani, in un momento difficile per la Chiesa a motivo del diffondersi dell’eresia. Oggi siamo davanti a nuove sfide. Perché non riprendere in mano la Corona con la fede di chi ci ha preceduto? Il rosario conserva tutta la sua forza e rimane una risorsa non trascurabile nel corredo pastorale di ogni buon evangelizzatore».

E  Papa Francesco «Il rosario è la preghiera che accompagna sempre la mia vita; è anche la preghiera dei semplici e dei santi… è la preghiera del mio cuore».

La preghiera attraverso il rosario è conforto, sostegno e fonte di serenità

Related posts