Festa del Laicato

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Domenica scorsa presso la Sala Baccarini dell’ex Seminario Diocesano di Capua si è svolta la Festa del Laicato. Organizzata e promossa dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Capua, la giornata ha avuto per tema “Educare oggi. Le Aggregazioni Laicali vie educative della Comunità Ecclesiale”. La Festa è stata preceduta da un’Adorazione Eucaristica svoltasi venerdì sera nel Duomo di Capua, promossa dall’Azione Cattolica e della Consulta, ed alla quale hanno partecipato diversi rappresentanti delle Aggregazioni Laicali diocesane. La Giornata del laicato si è aperta con la celebrazione in Cattedrale della Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo S.E. Monsignor Salvatore Visco ed è poi continuata con relazione della professoressa Titty Amore, già Delegata regionale e Presidente Diocesana di Napoli dell’Azione Cattolica ed attualmente collaboratrice centrale del Settore Adulti della A.C. per la redazione di testi. La professoressa Amore ha sottolineato come quella dell’educare oggi è una sfida da affrontare che richiede tempi lunghi e una forte unità tra famiglie, scuola, Chiesa ed istituzioni civili. Riportando  una frase espressa da papa Benedetto XVI in un suo scritto alla Diocesi di Roma, “Educare non è mai stato facile, ma oggi sembra diventare più difficile”, la docente ha chiarito che le nuove generazioni sono state sempre problematiche ma in passato trovavano un punto di riferimento in un mondo adulto che, nel bene e nel male, aveva delle convinzioni e proponeva messaggi che aiutavano i giovani a trovare la loro identità, fosse pure per contrasto, mentre oggi gli stessi genitori ed insegnanti non hanno più certezze e nei vari ambienti educativi si percepisce la fatica di educare. La questione educativa, ha spiegato la relatrice, va capita collocandola sullo sfondo dei complessi cambiamenti del tempo attuale. Prima si imparava a vivere guardando vivere, si diventava cristiani a contatto con una comunità che coinvolgeva in un’esperienza di vita. C’era una scarsa differenziazione della società ma i compiti educativi erano ben definiti: la scuola trasmetteva contenuti culturali, la famiglia mostrava con l’esempio i valori in cui credeva avvolgendo con la cura e la protezione dell’affetto che genera fiducia nella vita e la comunità cristiana trasmetteva il sapere della fede. Ma questo modello, ha sottolineato la professoressa Amore, è andato in crisi e oggi gli adulti sono disorientati e fanno fatica a capire cosa conta realmente, si rifiutano legami stabili, ci si sente fragili, stanchi, aridi e vuoti. I genitori diventano permissivi, i docenti lamentano l’assenza dei genitori nella cura dei figli, i sacerdoti si astengono dal dare regole per paura di perdere anche quei pochi giovani che ci sono in parrocchia. Per la relatrice la crisi educativa oggi è crisi di fiducia ma è anche crisi di comunicazione tra generazioni, con adulti che si limitano a giudicare e allontanano i giovani che andrebbero aiutati a ritrovare alfabeti che fanno individuare i valori che contano. La sfida educativa, ha continuato la professoressa Amore, deve essere affrontata con passione e competenza nella nostra terra martoriata da diversi problemi perché i ragazzi siano liberi di conoscere e scegliere il bello, il bene ed il giusto. In questo contesto la Chiesa, che con il documento “La vita buona del Vangelo” ha fatto emergere nello stesso tempo la preoccupazione dei Vescovi per la questione educativa ma anche la fiducia nell’educazione che seppur difficile è possibile, soprattutto attraverso le Aggregazioni Laicali, deve saper mostrare ai giovani la gioia del Vangelo, educando ed annunciando per attrazione e non proselitismo, e come laici mostrarsi fedeli e creativi. La questione educativa deve saper costruire un’alleanza tra Chiesa, scuola, famiglie e istituzioni. Ma la Chiesa deve continuare a riflettere su cosa significa educare in una dimensione interecclesiale coinvolgendo tutti i soggetti della pastorale impegnati nel servizio educativo, rendendo più organica e stabile la collaborazione tra la pastorale familiare, scolastica e universitaria e la Consulta dei Laici, evitando una pastorale organizzata in compartimenti stagni, valorizzare i luoghi di discernimento comunitario, quali i Consigli Pastorali, facendoli funzionare e se necessario far nascere “tavoli di pensiero e di azione” per lo scambio di esperienze. La professoressa Amore ha poi puntualizzato che è necessario investire nella formazione di educatori. Nelle parrocchie c’è carenza di educatori adulti mentre ci sono adolescenti e giovani che dovrebbero essere accompagnati nel loro servizio educativo perché essi stessi sono in crescita, sono fragili ed alla ricerca di stabilità e di un progetto di vita da realizzare. Bisogna, quindi, formare educatori che abbiano fede solida, una umanità intensa e uno stile di gratuità evangelica. La comunità cristiana deve recuperare il senso dell’accompagnamento delle persone. Un annuncio del Vangelo incarnato che formi coscienze, uomini e donne, cristiani e cittadini. I genitori vanno accompagnati nel loro ruolo educativo e perciò ci vogliono formatori e guide spirituali che accompagnino coppie orientate al matrimonio e famiglie in difficoltà così come è necessaria una educazione alla genitorialità perché madri e padri sappiano accompagnare la crescita dei figli nelle diverse fasi evolutive con autorevolezza e decisione, non dimenticando percorsi di educazione alla reciprocità che comportano in primo luogo un’educazione all’accettazione all’alterità. La professoressa Amore ha continuato affermando che le possibilità che le nuove tecnologie comunicative offrono sono una splendida risorsa per l’educazione e per l’evangelizzazione ma sollecitano una più qualificata formazione critica. Inoltre i media ecclesiali possono offrire un prezioso aiuto per la condivisione delle buone pratiche e il collegamento tra le realtà educative. In conclusione la relatrice ha affermato che l’educare è un rischio che va corso, che qualche volta non porterà a raccogliere frutti, ma bisogna rischiare perché i giovani sono una terra da coltivare e curare, mettendo in campo passione, competenza, fede nella forza rivoluzionaria dell’educazione. Alla relazione ha fatto seguito un dibattito con l’intervento di diversi rappresentanti delle associazioni e movimenti presenti, moderato dall’ingegnere Luigi Russo. La Consulta, attraverso il Presidente Marcello Rauccio, ha ringraziato la professoressa Amore per l’intervento donandole un’artistica Natività. Ha concluso la festa l’intervento dell’Arcivescovo che al termine ha benedetto i presenti.

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