L’intervista a Lara Comi, deputato al Parlamento Europeo

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Deputato al Parlamento Europeo, nata nel 1983, Vicepresidente – Gruppo del Partito popolare europeo,  vittima di stalking per molti mesi.  Lo stalker che la perseguitava da ormai molti mesi con decine di telefonate, sms e appostamenti è stato arrestato. Le aveva comprato un anello di fidanzamento, si era recato a Lecco per consegnarle il regalo ma è stato bloccato dagli agenti della Digos.

Onorevole ha  mai avuto la percezione di quello che le stava succedendo?  

Inizialmente devo essere sincera no. Come spesso accade in questi casi, pensavo che lo stalker si fosse preso una “sbandata” e che gli sarebbe passata dopo poco. Poi quando ha iniziato ad essere insistente – nonostante gli avessi detto in tutti i modi che non ero interessata – con telefonate, messaggi al cellulare e in segreteria, pedinamenti (me lo trovavo ai convegni come sotto casa), lettere, messaggi su Facebook, ho capito che la situazione si stava aggravando. Mi sono resa conto che la mia vita privata e lavorativa stava cambiando e così ho deciso di denunciare.

Cosa possiamo consigliare ad una donna che è vittima di queste situazioni di violenza?

 Di non sottovalutare mai nessun caso. Di non aver paura, di parlarne e di denunciare. Di non mollare nemmeno quando, dopo una serie di denunce, non arriva alcun provvedimento. Io ho dovuto denunciare per ben otto volte, prima che arrivasse il divieto di avvicinamento nei confronti dello stalker.

Per una denuncia efficace raccomando di conservare ogni elemento probatorio (messaggi, e-mail, registrazioni di chiamate) con contenuti lesivi e/o minatori.

Infine consiglio di contattare subito i molti centri antiviolenza o direttamente il numero gratuito nazionale 1522, istituito per aiutare le vittime di violenza e di stalking.

Qual è la legislazione in ambito europeo su queste violenze? 

Sullo stalking, la legislazione si rifà a quello di ogni Stato membro: al momento il reato di stalking è valido solamente sul territorio italiano. Questo significa che in Europa lo stalker può continuare liberamente ad importunare la proprio vittima. Per questo come europarlamentare sto lottando affinché tale provvedimento valga anche in tutta l’Unione Europea. 

Per quanto riguarda, invece, la violenza contro le donne in generale la Convenzione di Istanbul è il primo strumento in Europa a fissare norme giuridicamente vincolanti per prevenire la violenza basata sul genere, proteggere le vittime di violenza e punire gli autori dei reati. Ad oggi, tutti gli Stati membri dell’Unione europea, compresa l’Unione europea, hanno firmato la convenzione e, fino ad ora, 14 Stati membri l’hanno ratificata (tra cui l’Italia). Si attende solo l’adesione formale dell’Unione europea e per fare ciò è necessaria l’adozione di una decisione del Consiglio, previa approvazione del Parlamento europeo.

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