Expò 2015: Carta di Milano

 

 

È in atto una gara a chi scrive il miglior articolo o il miglior servizio su questa tragedia immane dei migranti, i rifugiati, alle frontiere che premono sull’Europa. Mi limito ad alimentare la mia indignazione con qualche gesto di solidarietà e molta preghiera. Mi sento di dire qualcosa invece sul documento che gli organizzatori della Expò 2015 hanno elaborato come appello all’ ONU ed alla comunità internazionale che va sotto il nome di “Carta Di Milano” Nel contesto del tema generale della fiera di Milano, «nutrire il pianeta, energia per la vita». Ho letto più volte questo documento, avevo molte perplessità sul suo contenuto, a mio parere non più che “politically correct”. L’altro giorno ho messo le mani su “popoli e Missione”, mensile di informazione ed azione missionaria del bimestre luglio-agosto 2015. È inutile dire che questa rivista è “la” rivista di noi missionari, e guarda caso, la copertina è una composizione fotografica dove le pagine di un libro aperto formano un prato verde su cui spicca un albero maestoso, e sotto la composizione il classico “laudato si”, di Papa Francesco. In prima pagina c’è l’editoriale intitolato “carta di Milano-errata corrige” di Padre Giulio Albanese, che a nome della redazione critica duramente questo documento. Con questo editoriale sono d’accordo fino ai punti e alle virgole. rileva che questa carta “lascia” nel dimenticatoio le questioni cruciali, «quelle che stanno a cuore ai nostri missionari che svolgono il loro servizio al fianco dei poveri, è totalmente ignorata la speculazione finanziaria che attanaglia il mercato alimentare, legata alla compravendita dei fondi di investimento…come se non bastasse, la carta di Milano tralascia totalmente le sanguinose guerre che si combattono in africa e gli altri continenti. È stato ampiamente dimostrato che questi conflitti rappresentano la prima causa di fame nei paesi del sud del mondo, e cosa dire della necessità di affermare la giustizia sociale per una equa distribuzione del cibo a livello planetario? Questa è una priorità che sta davvero a cuore a Papa Francesco, ma che nel documento non viene mai formulata come urgenza imprescindibile». finalmente incontro chi la pensa come me, e lo scrive anche meglio. Solo mi permetto di consigliare ai 5-6 lettori che eroicamente leggono queste linee di cercare su internet la “dichiarazione universale dei diritti della madre terra” del 4 gennaio 2012. In perù la chiamiamo Pacha Mama…sulla sua faccia viviamo.

 

 

«Noi, i popoli del Mondo:Riconoscendo con gratitudine che la Madre Terra ci dona la vita, ci alimenta e ci illustra e fornisce di tutto quello di cui abbiamo bisogno per vivere bene…»

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