Gli Auguri di S. E. Mons. Salvatore Visco

Pina Pastore

Nel cielo spento dell’umanità rifulge l’annuncio di speranza

“Gloria a Dio, agli uomini pace”

Nella recente esortazione apostolica Evangelii Gaudium, Papa Francesco tratteggia una interessante immagine di Betlemme: “Maria è colei che sa trasformare una grotta per animali nella casa di Gesù, con alcune povere fasce e una montagna di tenerezza”.
Poche cose e una dose incalcolabile di delicata bontà.
È il Mistero del Natale reso possibile dal sì di Maria. Un’accoglienza prima nel cuore e poi nel grembo, come ci ricorda S. Agostino.
È il Mistero del Natale che può realizzarsi ancora oggi – nella venuta intermedia del Signore – se siamo pronti ad infrangere la durezza delle nostre coscienze cauterizzate e renderle capaci di sanguinare. Essere anche noi abili nel bonificare il terreno dell’anima perché possa far nascere e crescere il bene.

La stella profetizzata da Balaam “l’indovino”, l’uomo dall’occhio penetrante che – pagato per maledire il popolo eletto – si ritrova a benedirlo, è sorta dopo secoli di tenebre e continua a splendere e illuminare nonostante il buio indotto dal permanente peccato dell’umanità.

L’amore sconfinato di Dio Creatore e ri-Creatore permette all’uomo di restaurare l’immagine del suo Signore facendogli ritrovare bellezza e gioia. Non c’è nell’universo novità più stupefacente.
Neil Armstrong, primo astronauta ad aver messo piede sulla luna ebbe a dire: “La cosa più strabiliante non è che l’uomo sia arrivato a camminare sulla luna, ma che Dio sia sceso a camminare sulla terra”.

Per questo il cristiano annuncia la perenne novità del Vangelo, la bella notizia che riempie di gioia chi la trasmette e chi la riceve. «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Lc 2, 10-12).
Come l’angelo ai pastori i seguaci di Gesù sono chiamati a portare la gioia del Vangelo non solo con la coerenza della vita che rende credibile l’annuncio, ma anche con l’entusiasmo che provoca il desiderio.

Buon Natale.

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